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Venerdì 14 Maggio 2021

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Il cardinale Josyp Slipyj, testimone in tempo di prova
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Il cardinale Josyp Slipyj

 

Josyp Slipyj, note biografiche

 
Josyp Ivanovyč Slipyj nacque in un piccolo villaggio dell'Ucraina occidentale, il 17 febbraio 1892. Studiò a Leopoli, a Innsbruck e a Roma e si fece presto conoscere per la sua solida competenza in campo teologico, diventando professore presso il seminario di Leopoli.  
 
Consacrato vescovo nel 1939, cinque anni dopo fu nominato arcieparca metropolita di Leopoli e capo della Chiesa greco-cattolica ucraina.  
 
Dopo aver subito l'occupazione nazista, a partire dal 1944 le sue terre furono assoggettate alle truppe sovietiche. Il vescovo Slipyj venne arrestato nell'aprile 1945 dall'NKVD sovietico con l'accusa di aver collaborato con i nazisti.  
 
Arrestato insieme con altri vescovi venne quindi deportato in Siberia con una condanna a otto anni di lavoro forzato in un gulag siberiano, mentre centinaia di sacerdoti e semplici fedeli seguivano la stessa sorte.  
 
Un falso sinodo convocato dal regime comunista a Leopoli sancì la revoca dell'unione di Brest, con cui nel 1595 gli ucraini erano tornati nel seno della Chiesa Cattolica; dunque venne deciso da questo cosiddetto sinodo l'incorporazione nella Chiesa Ortodossa russa.  
 
Poiché il vescovo Slipyj si rifiutava di avallare tale decisione, la sua condanna venne di volta in volta estesa fino a raggiungere i 18 anni di prigionia. Gli venne offerta ripetutamente, insieme con la "libertà", la titolarità della sede episcopale della Chiesa Ortodossa russa a Kiev, ma monsignor Slipyj non si piegò, né con le minacce, né con le promesse di favori.  
A quel periodo, egli si riferisce con queste parole:  
«Ho dovuto patire arresti notturni, tribunali segreti, interrogatori interminabili e sorveglianza continua, maltrattamenti morali e fisici, umiliazioni, torture e fame. Mi sono trovato di fronte a inquisitori e giudici perfidi, prigioniero inerme, silenzioso testimone che, fisicamente e psicologicamente esausto, testimoniava per la sua Chiesa, essa stessa silenziosa e condannata a morte. Come prigioniero per la causa di Cristo, durante la mia Via crucis trovavo la forza sapendo che il mio gregge spirituale, il mio popolo, tutti i vescovi, i sacerdoti e i fedeli — padri e madri, bambini, la gioventu' militante come i vecchi inermi — camminavano al mio fianco- Non ero solo !  
 
Nel quadro della de-stalinizzazione, Nikita Chruščёv lo liberò, grazie anche alle pressioni esercitate da papa Giovanni XXIII e dal presidente degli Stati Uniti John Fitzgerald Kennedy.  
 
Prima di lasciare il Paese nominò segretamente vescovo un sacerdote, padre Wasyl Welyckowskyj, con il compito di provvedere alla cura della Chiesa in Ucraina.  
 
Giunse a Roma il 9 febbraio 1963, prese la residenza presso il Vaticano e partecipò al Concilio Vaticano II.  
 
Nel 1965 Paolo VI lo nominò cardinale. Morì a Roma il 7 settembre 1984. Dopo alcuni anni la salma venne trasferita presso la cattedrale di San Giorgio a Leopoli, in Ucraina, dove giace oggi insieme con il vescovo metropolita Andrej Szeptickij (1900-1944), altra figura di grande rilievo fra i pastori intrepidi della patria ucraina.  
 
 
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Santa Sofia a Roma, La Chiesa fatta costruire dal cardinale Slipyj (1967-1968)

 
 

Il cardinale Josyp Slipyj, testimone in tempo di prova

 
Nei tempi di prova, quando il potere mostra il suo volto apertamente totalitario e anticristiano, uomini come Josyp Slipyj sono come una luce nel buio e aiutano ad orientarsi nel cammino.  
 
Guardando alla sua storia e alle vicende che hanno attraversato il suo Paese, prima sotto l'oppressione nazista e poi sotto il dominio comunista, appaiono evidenti i diversi profili umani che tali eventi portano alla luce.  
 
Da una parte colpisce che 126 sacerdoti abbiano aderito al piano di annullamento della Chiesa Cattolica condotto dal potere sovietico in occasione della convocazione del "sinodo" di Leopoli.  
 
Dall'altra risaltano le testimonianze di centinaia di semplici fedeli, sacerdoti e vescovi, che non si piegarono al potere pagando di persona per questo.  
 
Anche oggi, di fronte alle pressioni che i cristiani subiscono in diversi contesti, c'è sempre la tentazione della via comoda che ci può preservare dal pagare un prezzo per la testimonianza resa alla verità e alla giustizia.  
 
Guardare a uomini come monsignor Josyp Slipyj, ci aiuta a rimanere fedeli al compito affidatoci.  
 
 
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Moneta commemorativa del cardinale Slipyj

Dal sito del Vaticano, testimonianza di Padre Ewhen Nebesniak  
 
2021-04-21
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