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Giovedì 11 Agosto 2022

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Benedizione e maledizione
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Benedizione e maledizione

 
Benedire, come in italiano è evidente, significa dire bene. Ma ovviamente ha un valore che va molto oltre le parole: benedire significa che la parola buona proferita da chi benedice su chi viene benedetto sarà efficace, porterà il bene nella vita del benedetto. La benedizione si basa sempre sulla speranza che la potenza divina realizzerà il bene invocato su chi è benedetto, sia quando si dice esplicitamente, sia quando questa speranza è implicita.  
 
Allo stesso modo la maledizione porta il male. Anche in questo caso la realizzazione di ciò che viene augurato si attua per la potenza di una realtà spirituale che lo compirà.  
 
Perciò la benedizione e la maledizione sono sempre l’invocazione di una realtà terza rispetto al benedicente e al benedetto, che ha il potere di realizzare ciò che le parole esprimono.  
 
La benedizione forse più famosa della Parola di Dio è quella così detta di Aronne, insegnata a lui da Dio stesso attraverso Mosè: «Ti benedica il Signore e ti protegga. Il Signore faccia brillare il suo volto su di te e ti sia propizio. Il Signore rivolga su di te il suo volto e ti conceda pace. Così porranno il mio nome sugli Israeliti e io li benedirò».  
Numeri 6,24-27  
 
Colui che ha il potere di fare il bene, Dio, invita chi lo rappresenta a dire a chi viene benedetto la promessa di quello che Egli stesso compirà.  
 
Il benedicente in realtà non fa altro che rendere noto al benedetto la volontà di Dio di fare il bene nella sua vita. Perciò il benedicente diventa veicolo, affinché il cuore di chi viene benedetto possa aprirsi ad accogliere quel bene che Dio vuole riversare nella sua vita.  
 
Analogamente, anche se in senso opposto, il demonio si approfitta della malvagità del cuore di chi maledice per poter entrare nella vita del maledetto, e operarvi il male. In effetti questo male è realmente efficace solo se il maledetto si lascia dominare dal potere demoniaco a causa delle parole di chi lo maledice, e Dio lo permette.  
 
Ma anche Dio può maledire, ossia operare la pena della colpa secondo quanto annunciato. Sui progenitori, che hanno disobbedito, Dio fa ricadere il castigo promesso per aver mangiato del frutto dell’albero della conoscenza del bene e del male. E tra le altre cose questa pena include la maledizione esplicita della terra, che non sarà più spontaneamente propizia all’uomo.  
 
Si comprende dunque che la benedizione e la maledizione non sono efficaci in virtù di chi le pronuncia, ma per la potenza di chi le può realizzare.  
 
Solo la benedizione che corrisponde al vero volere di Dio si realizzerà, perché nessuno ha il potere di forzare Dio contro la Sua volontà. Anzi, chi va contro il volere di Dio chiama la Sua maledizione!  
 
Purtroppo tutte le maledizioni corrispondono sempre al volere del demonio, che vuole qualunque tipo di male, ma comunque questo non è sufficiente perché tutte le maledizioni siano efficaci: infatti Dio può permettere o meno questo male. Infatti Dio protegge chi Gli appartiene dalle maledizioni, a meno che sia proprio costui ad allontanarsi liberamente da Dio, rifiutando la Sua protezione.  
 
Perciò l’unica vera benedizione è la vita che corrisponde al volere di Dio, e ogni ribellione a Dio porta o espone pericolosamente alla maledizione.  
 
Certamente il demonio non rende difficile la vita di coloro che si ribellano a Dio, anzi la facilita, in modo che essi non mettano in discussione il proprio atteggiamento. Questa sorta di “benedizione” del maligno sulla vita già maledetta dalla ribellione a Dio, è in realtà anch’essa una maledizione, perché spinge pericolosamente la persona verso il baratro della perdizione eterna.  
 
Invece, quando una persona vive unita a Dio, il demonio cerca di ostacolarla in ogni modo, fino a creare situazioni, come nel caso di Giobbe, che sembrano, nell’immediato della vita terrena, una maledizione. Ma la persona che vive unita a Dio, in una situazione come quella, viene glorificata ancora di più ai Suoi occhi.  
 
«Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli. Così infatti hanno perseguitato i profeti prima di voi».  
Mt 5, 11-12  
 
Questo contrasto tra l’esito immediato e quello eterno della benedizione e della maledizione è espresso anche nei Salmi in molti modi, come nel salmo 36 (37)  
 
«Non irritarti a causa dei malvagi,  
non invidiare i malfattori.  
Come l’erba presto appassiranno;  
come il verde del prato avvizziranno.  
[…] Affida al Signore la tua via,  
confida in lui ed egli agirà […].  
Il malvagio trama contro il giusto,  
contro di lui digrigna i denti.  
Ma il Signore ride di lui,  
perché vede arrivare il suo giorno.  
I malvagi sfoderano la spada e tendono l’arco  
per abbattere il povero e il misero,  
per uccidere chi cammina onestamente.  
Ma la loro spada penetrerà nel loro cuore  
e i loro archi saranno spezzati.  
È meglio il poco del giusto  
che la grande abbondanza dei malvagi […]».
 
Sal 37,1-16  
 
Infatti, anche quando Dio rinnova la Sua alleanza con il popolo, attraverso Mosè, lo pone davanti al fatto che la scelta tra la benedizione e la maledizione è nel cuore dell’uomo.  
 
«Vedi, io pongo oggi davanti a te la vita e il bene, la morte e il male. Oggi, perciò, io ti comando di amare il Signore, tuo Dio, di camminare per le sue vie, di osservare i suoi comandi, le sue leggi e le sue norme, perché tu viva e ti moltiplichi e il Signore, tuo Dio, ti benedica nella terra in cui tu stai per entrare per prenderne possesso.  
Ma se il tuo cuore si volge indietro e se tu non ascolti e ti lasci trascinare a prostrarti davanti ad altri dèi e a servirli, oggi io vi dichiaro che certo perirete, che non avrete vita lunga nel paese in cui state per entrare per prenderne possesso, attraversando il Giordano.  
Prendo oggi a testimoni contro di voi il cielo e la terra: io ti ho posto davanti la vita e la morte, la benedizione e la maledizione. Scegli dunque la vita, perché viva tu e la tua discendenza, amando il Signore, tuo Dio, obbedendo alla sua voce e tenendoti unito a lui, poiché è lui la tua vita e la tua longevità, per poter così abitare nel paese che il Signore ha giurato di dare ai tuoi padri, Abramo, Isacco e Giacobbe».
 
Dt 30,15-20  
 
Dunque è l’unione con Dio, la fedeltà a Dio, che porta con sé ogni benedizione, così come l’infedeltà e la ribellione porta ogni maledizione. E Dio, che promette garantendo con la propria stessa autorità, non essendoci chi Gli sia maggiore, chiama a testimoni il cielo e la terra, ossia tutta la realtà creata.  
 
Anche il vangelo di oggi ci esorta nello stesso senso: a non vedere il bene e il male della nostra vita, la benedizione e la maledizione, solo nell’esito immediato, ma a riconoscere che c’è un premio e un castigo eterno, che dipende da come noi viviamo questa vita, e che è garantito da Dio: «Non accumulate per voi tesori sulla terra, dove tarma e ruggine consumano e dove ladri scassìnano e rubano; accumulate invece per voi tesori in cielo, dove né tarma né ruggine consumano e dove ladri non scassìnano e non rubano. Perché, dov’è il tuo tesoro, là sarà anche il tuo cuore».  
Mt 6,19-21  
 
Ma per conoscere questo premio e questo castigo il Signore ci insegna cosa corrisponde alla Sua volontà, e cosa gli si oppone, attraverso i suoi ministri.  
 
Sono chiamati profeti coloro che “pronunciano davanti” al popolo la Parola di Dio, che annunciano la Sua volontà, in modo che gli uomini conoscano la via della benedizione e della maledizione.  
 
Pertanto, chi è chiamato a benedire o maledire in nome di Dio, sarà efficace tanto quanto la sua benedizione o maledizione corrisponde o meno alla volontà di Dio. Continua il vangelo odierno:  
 
«La lampada del corpo è l’occhio; perciò, se il tuo occhio è semplice, tutto il tuo corpo sarà luminoso; ma se il tuo occhio è cattivo, tutto il tuo corpo sarà tenebroso. Se dunque la luce che è in te è tenebra, quanto grande sarà la tenebra! »  
Mt 6,22-23  
 
Il profeta è l’occhio che permette alla luce della Verità della volontà divina di entrare nell’uomo, per portargli la benedizione. Se il profeta non fa entrare la luce, la tenebra della maledizione invade tutta la vita dell’uomo.  
 
Attraverso il profeta Ezechiele il Signore parla a tutti i chiamati a parlare in Suo nome:  
 
«Se io dico all’empio: Empio tu morirai, e tu non parli per distoglier l’empio dalla sua condotta, egli, l’empio, morirà per la sua iniquità; ma della sua morte chiederò conto a te».  
Ez 33,8ss  
 
Quando poi l’uomo, per bocca del profeta, viene illuminato dalla conoscenza della volontà di Dio, la benedizione o la maledizione entrano nella sua vita in base alla propria adesione o rifiuto, come abbiamo visto.  
 
Se coloro che sono stati messi da Dio a benedire e maledire in Suo Nome, non indicano con verità la via dei Suoi comandi, la loro benedizione si trasforma in maledizione, per chi la riceve e per se stessi.  
 
Nella mia esperienza come esorcista ho scoperto che le benedizioni e maledizioni più efficaci sono quelle impartite da coloro che sono per volontà di Dio stesso Suoi rappresentanti: i genitori e i sacerdoti.  
 
Se un genitore o un sacerdote maledice, la lotta contro il demonio della vittima di quella maledizione sarà aspra.  
 
Se dunque un sacerdote benedice ciò che Dio maledice, come abbiamo visto, la sua benedizione si trasforma in una tra le peggiori maledizioni che si possano conoscere.  
 
Certamente se la vittima non ne è consapevole, la colpa ricadrà totalmente su chi maledice, ma l’esito infausto rimane, come è evidente nell’esempio di Dio a Ezechiele.  
 
Stiamo assistendo con orrore in questo tempo alle sempre più numerose benedizioni di ciò che Dio ha maledetto, ciò che si oppone frontalmente ai Suoi comandi, da parte di persone che occupano il luogo delle autorità che Dio stesso ha conferito alla Sua Chiesa in grado sempre più alto, fino al grado sommo.  
 
Benedizioni esplicite, o complici silenzi che non evidenziano con chiarezza la maledizione, come denunciato da Dio a Ezechiele.  
 
Benedizioni e silenzi compiacenti su tutti i peggiori peccati, condannati in modo inequivocabile da tutta la Parola di Dio e la fede costante e immutabile della Chiesa: dall’idolatria all’adulterio, dalla profanazione del Santissimo Corpo Sangue Anima e Divinità di Nostro Signore Gesù Cristo alla sodomia, dalla simonia alla complicità nelle cospirazioni contro l’autorità costituita, dal furto all’oppressione dei poveri, dalla frode nel salario agli operai all’omicidio volontario, fino al rifiuto e alla negazione totale della Verità che è ribellione diretta allo Spirito Santo nell’impugnare la Verità conosciuta.  
 
Tutte queste “benedizioni” di ciò che è maledetto da Dio evidentemente chiamano l’ira divina su chi le amministra, e su tutto il corpo visibile della Santa Chiesa, come in antico tutto il Popolo dell’Alleanza doveva pagare per le colpe dei sacerdoti, re e profeti ribelli. Ma tale ira, che si esprimerà in castighi, come la parola stessa indica, avrà un esito purificatore, e ci libererà da questi “diavoli incarnati”, come giustamente li chiamava Santa Caterina da Siena, diventando quindi una vera benedizione.  
 
Purtroppo, invece, i malcapitati, che si trovano a ricevere una apparente “benedizione”, in realtà sono vittime di maledizione, e, se non si pentiranno del male che vedono così ingannevolmente “benedetto”, incorreranno in tutte le conseguenze dolorose di tale maledizione, e corrono il pericolo gravissimo di essere dannati per sempre nel fuoco eterno con il diavolo e i suoi, se il Signore non li soccorrerà con un’occasione di pentimento prima della morte.  
 
La causa di questo abominio è nella protesta contro l’agire di Dio, tanto che Egli arriva a interrogare il popolo:  
 
«Voi dite: Non è retto il modo di agire del Signore. Ascolta dunque, popolo d’Israele: Non è retta la mia condotta o piuttosto non è retta la vostra?  
Se il giusto si allontana dalla giustizia per commettere l’iniquità e a causa di questa muore, egli muore appunto per l’iniquità che ha commessa. E se l’ingiusto desiste dall’ingiustizia che ha commessa e agisce con giustizia e rettitudine, egli fa vivere se stesso. Ha riflettuto, si è allontanato da tutte le colpe commesse: egli certo vivrà e non morirà».
 
Ez 18,25-28  
 
Io sono tra le più piccole delle sentinelle che Dio ha posto sulle mura della Sua Città, ma vedo bene la spada che sta arrivando, e non voglio che Egli un giorno mi possa dire che qualcuno non si è salvato perché io, per paura della vendetta dei “diavoli incarnati”, non li ho avvisati.  
 
Pertanto, pur consapevole di essere “voce di uno che grida nel deserto”, grido con tutta la mia forza, a chi benedice ciò che è male agli occhi di Dio, e a chi cerca e riceve tali maledette “benedizioni”:  
 
O voi tutti che pretendete di manipolare il genoma umano, o voi tutti che pretendete di decidere chi deve vivere o morire, o voi tutti che pretendete di decidere i destini dei popoli, o voi tutti che pretendete di governare la creazione come se fosse vostra proprietà, o voi tutti che ingannate i popoli proclamando parti di verità per indurre nell’errore e ottenere l’adempimento dei vostri progetti, o voi tutti che state manipolando l’Autorità donata da Gesù alla Sua Chiesa per trasformarla a vostro piacimento, o voi tutti che mentite sul bene e sul male, sulla salvezza e la dannazione eterna, o voi tutti che adulterate il culto all’Unico Vero Dio, che Gesù Cristo ci ha rivelato in pienezza, o voi tutti che vi impadronite di ciò che non vi appartiene, o voi tutti che distruggete la famiglia costituita da Dio, vero specchio della Vita Divina nella vita degli uomini sulla terra, o voi tutti che vivete ostinatamente nell’adulterio o nella sodomia o in qualsiasi forma di impurità, menzogna o di altro peccato:  
 
PENTITEVI  
 
perché l’ira di Dio incombe su di voi, e per le vostre colpe su tutta l’umanità!  
 
La Vergine Immacolata Madre di Dio, che schiaccia la testa del serpente antico, l’intercessione di San Giuseppe, custode della Santa Chiesa, Corpo Mistico del Redentore, di San Michele arcangelo, di san Giuseppe da Copertino, di cui oggi ricorre l’anniversario della nascita terrena, ci ottengano che il Sangue Preziosissimo del Redentore liberi definitivamente la Chiesa Sua Sposa e tutti i Suoi Figli dal potere del principe della menzogna.  
 
Amen.  
 
Francesco d’Erasmo, sacerdote cattolico  
Tarquinia, 17 giugno 2022.  
 
 
Fonte  
 
2022-06-17
Autore : don Francesco d’Erasmo Fonte : mt715.etpa.it
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