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Venerdì 10 Luglio 2020

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L'Anticristo nelle parole di Gesù a Maria Valtorta
Una raccolta di citazioni tratte dalle opere della mistica italiana Maria Valtorta (1897 - 1961)  
 
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Gian Lorenzo Bernini - Busto del Salvatore

Premessa: i brani che qui propongo sono stati raccolti rispetto all'ordine cronologico in cui sono stati pronunciati. Per questo i temi sono talvolta ripetuti e talvolta esposti in modo diverso dalla cronologia in cui le profezie si dovranno avverare.  
 
Nelle parole di Gesù, pronunciate in gran parte durante la seconda guerra mondiale, sarebbero preannunciati - se interpreto bene - nell'ordine:  
  • La fine della seconda guerra mondiale
  • Un tempo di pace, preparazione all'avvento dell'Anticristo
  • Un tempo di guerre, carestie e pestilenze che culminerà nell'avvento dell'Anticristo
  • Il regno dell'Anticristo, che sarà breve
  • La vittoria di Cristo e di Maria (quello che la Vergine ha indicato come il trionfo del suo Cuore Immacolato)
  • Un periodo di pace
  • Un nuovo assalto del Male, "sette trombe e sette flagelli"
  • Il ritorno di Cristo e la vittoria finale
  • La fine del mondo ed il giudizio universale
 
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Da: “I Quaderni del 1943” di Maria Valtorta - brano del 10 giugno 1943  
 
«Prega per il clero secolare e per quello conventuale.  
Quel giorno che nel mondo non vi fossero più sacerdoti realmente sacerdotali, il mondo finirebbe in un orrore che parola non può descrivere. Sarebbe giunto il momento dell’”abominio della desolazione”. Ma giunto con una violenza così spaventosa, da essere un inferno portato sulla terra. Prega e di’ di pregare perché tutto il sale non divenga insipido in tutti meno che in Uno, nell’ultimo Martire che ci sarà per l’ultima Messa, perché sino all’estremo giorno la mia Chiesa militante sarà e il Sacrificio verrà compiuto.  
 
Quanti più veri sacerdoti saranno nel mondo quando i tempi saranno compiuti e meno lungo e crudele sarà il tempo dell’Anticristo e le ultime convulsioni della razza umana. Perché “i giusti” di cui parlo quando predìco la fine del mondo, sono i veri sacerdoti, i veri consacrati nei conventi sparsi sulla terra, le anime vittime ignota schiera di martiri che solo il mio occhio conosce mentre il mondo non li vede, e coloro che agiscono con vera purezza di fede. Ma questi ultimi sono, anche a loro stessa insaputa, consacrati a vittime.»  
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Da: “I Quaderni del 1943” di Maria Valtorta - brano del 19 giugno 1943  
 
«L’ho già detto e lo ripeto: “Questa è lotta fra Cielo e inferno”. Voi non siete che un bugiardo paravento. Dietro le vostre schiere battagliano angeli e demoni. Dietro i vostri pretesti è la ragione vera: la lotta di Satana contro Cristo.  
 
Questa è una delle prime selezioni dell’umanità, che si avvicina alla sua ora ultima, per separare la messe degli eletti dalla messe dei reprobi. Ma purtroppo la messe degli eletti è piccola rispetto all’altra. Quando Cristo verrà per vincere l’eterno antagonista nel suo Profeta troverà pochi segnati, nello spirito, dalla Croce.»  
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Da: “I Quaderni del 1943” di Maria Valtorta - brano del 23 luglio 1943  
 
Dice Gesù:  
«Quando il tempo verrà, molte stelle saranno travolte dalle spire di Lucifero che per vincere ha bisogno di diminuire le luci delle anime. Ciò potrà avvenire perché non solo i laici, ma anche gli ecclesiastici hanno perso e perdono sempre più quella fermezza di fede, di carità, di forza, di purezza di distacco dalle seduzioni del mondo, necessarie per rimanere nell’orbita della luce di Dio. Comprendi chi sono le stelle di cui parlo? Sono quelli che Io ho definito sale della terra e luce del mondo: i miei ministri.  
 
Studio dell’acuta malizia di Satana è di spegnere, travolgendoli, questi luminari che sono luci riflettenti la mia Luce alle turbe. Se con tanta luce che ancora la Chiesa sacerdotale emana, le anime stanno sempre più sprofondando nelle tenebre, è intuitivo quale tenebra schiaccerà le turbe quando molte stelle si spegneranno nel mio cielo. Satana lo sa e semina i suoi semi per preparare la debolezza del sacerdozio, onde poterlo travolgere facilmente in peccati, non tanto di senso quanto di pensiero. Nel caos mentale sarà per lui facile provocare il caos spirituale. Nel caos spirituale i deboli, davanti alle fiumane delle persecuzioni, commetteranno peccato di viltà, rinnegando la fede.  
 
Non morrà la Chiesa perché Io sarò con essa. Ma conoscerà ore di tenebre e orrore simili a quelle della mia Passione, moltiplicate nel tempo perché così deve essere. Deve essere che la Chiesa soffra quanto sofferse il suo Creatore, avanti di morire per risuscitare in forma eterna. Deve essere che la Chiesa soffra molto più a lungo perché la Chiesa non è, nei suoi membri, perfetta come il suo Creatore, e se Io soffersi delle ore essa deve soffrire delle settimane e settimane di ore. Come sorse perseguitata e alimentata da potere soprannaturale nei primi tempi e nei migliori suoi figli, così ugualmente sarà di lei quando verranno i tempi ultimi in cui esisterà, sussisterà, resisterà alla marea satanica e alle battaglie dell’Anticristo coi suoi figli migliori. Selezione dolorosa, ma giusta.  
 
È logico che in un mondo in cui tante luci spirituali saranno morte si instauri, palesemente, il regno breve ma tremendo dell’Anticristo, generato da Satana così come il Cristo fu generato dal Padre. Cristo figlio del Padre, generato dall’Amore con la Purezza. Anticristo figlio di Satana, generato dall’Odio con l’Impurità triplice. Come ulive fra le mole del frantoio, i figli del Cristo saranno perseguitati spremuti, stritolati dalla Bestia vorace. Ma non inghiottiti, poiché il Sangue non permetterà che siano corrotti nello spirito. Come i primi, gli ultimi saranno falciati come manipoli di spighe nella persecuzione estrema e la terra beverà il loro sangue. Ma beati in eterno per la loro perseveranza coloro che muoiono fedeli al Signore.»  
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Da: “I Quaderni del 1943” di Maria Valtorta - brano del 2 agosto 1943  
 
«Riguardo al tempo... 1000,... 2000,... 3000, sono forme per dare un riferimento alla vostra mentalità circoscritta. Così crudele la bestiale sovranità del figlio del Nemico - “figlio non da voler carnale” ma da volere d’anima che ha raggiunto il vertice e il profondo della immedesimazione con Satana - che ogni minuto sarà giorno, che ogni giorno sarà anno, che ogni anno sarà secolo per i viventi di quell’ora. Ma rispetto a Dio ogni secolo è millesimo di secondo, poiché l’eternità è un essere di tempo la cui estensione non ha limite. Così smisurato quell’orrore che il buio della più buia notte sarà luce di sole meridiano al confronto, per i figli degli uomini immersi in esso. Il suo nome potrebbe essere “Negazione”. Poiché negherà Iddio, negherà la Vita, negherà tutto. Tutto, tutto, tutto.  
 
Credete d’esserci? Oh! poverini! Come murmure lontano di tuono è quello che vivete. Allora sarà scroscio di fulmine sopra il capo.  
Siate buoni. La mia Misericordia è su voi.»  
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La predicazione dell'anticristo, Luca Signorelli

Da: “I Quaderni del 1943” di Maria Valtorta - brano del 7 agosto 1943  
 
«L’umanità è tutta peccatrice. Ma vi è il peccatore unicamente peccatore, e vi è l’empio, ossia colui che porta il peccato ad una perfezione demoniaca. Poiché, nel Male, il Demonio sa raggiungere la perfezione, e i suoi discepoli più fidi non sono da meno del loro maestro.  
 
Te l’ho già detto: “Lucifero si sforza ad imitare Iddio, nel male naturalmente. Assume le forme, dirò così, di vita e di corte che ha avuto il Figlio di Dio. Si atteggia a Cristo il demonio, e come Cristo ha apostoli e discepoli. Fra di essi sceglierà il perfetto per farne l’Anticristo. Per ora siamo al periodo preparatorio dei precursori del medesimo”. Questo ho già detto. L’empio sarà condotto al sepolcro. È naturale. Tutti gli aiuti può dare Lucifero ai suoi prediletti, ai suoi fedeli, ai suoi schiavi, ma non l’immunità dalla Morte, perché solo Io sono Vita e ho vinto Io solo la Morte. Perciò quando la somma del male commesso dall’empio è compiuta, Io do ordine alla Morte di prendere possesso di quella carne. Essa carne conosce perciò l’orrore del sepolcro. E per l’empio sarà vero sepolcro».  
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Da: “I Quaderni del 1943” di Maria Valtorta - brano del 20 agosto 1943  
 
Dice Gesù:  
«Se si osservasse per bene quanto da qualche tempo avviene, e specie dagli inizi di questo secolo che precede il secondo mille, si dovrebbe pensare che i sette sigilli sono stati aperti. Mai come ora Io mi sono agitato per tornare fra voi con la mia Parola a radunare le schiere dei miei eletti per partire con essi e coi miei angeli a dare battaglia alle forze occulte che lavorano per scavare all’umanità le porte dell’abisso.  
 
Guerra, fame, pestilenze, strumenti di omicidio bellico - che sono più che le bestie feroci menzionate dal Prediletto - terremoti, segni nel cielo, eruzioni dalle viscere del suolo e chiamate miracolose a vie mistiche di piccole anime mosse dall’Amore, persecuzioni contro i miei seguaci, altezze d’anime e bassezze di corpi, nulla manca dei segni per cui può parervi prossimo il momento della mia Ira e della mia Giustizia.  
 
Nell’orrore che provate, esclamate: “Il tempo è giunto; più tremendo di così non può divenire!” E chiamate a gran voce la fine che vi liberi. La chiamano i colpevoli, irridendo e maledicendo come sempre; la chiamano i buoni che non possono più oltre vedere il Male trionfare sul Bene. Pace, miei eletti! Ancora un poco e poi verrò. La somma di sacrificio necessaria a giustificare la creazione dell’uomo e il Sacrificio del Figlio di Dio non è ancora compiuta. Ancora non è terminato lo schieramento delle mie coorti e gli angeli del Segno non hanno ancora posto il sigillo glorioso su tutte le fronti di coloro che hanno meritato d’essere eletti alla gloria.  
 
L’obbrobrio della terra è tale che il suo fumo, di poco dissimile a quello che scaturisce dalla dimora di Satana, sale sino ai piedi del trono di Dio con sacrilego impeto. Prima della apparizione della mia Gloria occorre che oriente ed occidente siano purificati per essere degni dell’apparire del mio Volto. Incenso che purifica e olio che consacra il grande, sconfinato altare dove l’ultima Messa sarà celebrata da Me, Pontefice eterno, servito all’altare da tutti i santi che cielo e terra avranno in quell’ora, sono le preghiere e i patimenti dei miei santi, dei diletti al mio Cuore, dei già segnati del mio Segno: della Croce benedetta, prima che gli angeli del Segno li abbiano contrassegnati. È sulla terra che il segno si incide ed è la vostra volontà che lo incide. Poi gli angeli lo empiono di un oro incandescente che non si cancella e che fa splendere come sole la vostra fronte nel mio Paradiso.  
 
Grande è l’orrore di ora, diletti miei; ma quanto, quanto, quanto ha ancora da aumentare per essere l’Orrore dei tempi ultimi! E se veramente pare che assenzio si sia mescolato al pane, al vino, al sonno dell’uomo, molto, molto, molto altro assenzio deve ancora gocciare nelle vostre acque, sulle vostre tavole, sui vostri giacigli prima che abbiate raggiunto l’amarezza totale che sarà la compagna degli ultimi giorni di questa razza creata dall’Amore, salvata dall’Amore e che si è venduta all’Odio. Che se Caino andò ramingando per la terra per avere ucciso un sangue, innocente, ma sempre sangue inquinato dalla colpa d’origine, e non trovò chi lo levasse dal tormento del ricordo perché il segno di Dio era su lui per suo castigo - e generò nell’amarezza e nell’amarezza visse e vide vivere e nell’amarezza morì - che non deve soffrire la razza dell’uomo che uccise di fatto e uccide, col desiderio il Sangue innocentissimo che lo ha salvato?  
 
Dunque pensate pure che questi sono i prodromi, ma non è ancora l’ora. Vi sono i precursori di colui che ho detto potersi chiamare: “Negazione”, “Male fatto carne”, “Orrore”, “Sacrilegio”, “Figlio di Satana”, “Vendetta” “Distruzione”, e potrei continuare a dargli nomi di chiara e paurosa indicazione. Ma egli non vi è ancora. Sarà persona molto in alto, in alto come un astro. Non un astro umano che brilli in un cielo umano. Ma un astro di una sfera soprannaturale, il quale, cedendo alla lusinga del Nemico, conoscerà la superbia dopo l’umiltà, l’ateismo dopo la fede, la lussuria dopo la castità, la fame dell’oro dopo l’evangelica povertà, la sete degli onori dopo il nascondimento.  
 
Meno pauroso il vedere piombare una stella dal firmamento che non vedere precipitare nelle spire di Satana questa creatura già eletta, la quale del suo padre di elezione copierà il peccato. Lucifero, per superbia, divenne il Maledetto e l’oscuro. L’Anticristo, per superbia di un’ora, diverrà il maledetto e l’oscuro dopo essere stato un astro del mio esercito. A premio della sua abiura, che scrollerà i cieli sotto un brivido di orrore e farà tremare le colonne della mia Chiesa nello sgomento che susciterà il suo precipitare, otterrà l’aiuto completo di Satana, il quale darà ad esso le chiavi del pozzo dell’abisso perché lo apra. Ma lo spalanchi del tutto perché ne escano gli strumenti di orrore che nei millenni Satana ha fabbricato per portare gli uomini alla totale disperazione, di modo che da loro stessi invochino Satana Re, e corrano al seguito dell’Anticristo, l’unico che potrà spalancare le porte d’abisso per farne uscire il Re dell’abisso, così come il Cristo ha aperto le porte dei Cieli per farne uscire la grazia e il perdono, che fanno degli uomini dei simili a Dio e re di un Regno eterno in cui il Re dei re sono Io.  
 
Come il Padre ha dato a Me ogni potere, così Satana darà ad esso ogni potere e specie ogni potere di seduzione, per trascinare al suo seguito i deboli e i corrosi dalle febbri delle ambizioni come lo è esso, loro capo. Ma nella sua sfrenata ambizione troverà ancora troppo scarsi gli aiuti soprannaturali di Satana e cercherà altri aiuti nei nemici del Cristo, i quali, armati di armi sempre più micidiali, quali la loro libidine verso il Male li poteva indurre a creare per seminare disperazione nelle folle, lo aiuteranno sinché Dio non dirà il suo “Basta” e li incenerirà col fulgore del suo aspetto.  
 
Molto, troppo - e non per sete buona e per onesto desiderio di porre riparo al male incalzante, ma sibbene soltanto per curiosità inutile - molto, troppo si è arzigogolato, nei secoli, su quanto Giovanni dice nel capitolo 10 dell’Apocalisse. Ma sappi, Maria, che Io permetto si sappia quanto può essere utile sapere e velo quanto trovo utile che voi non sappiate. Troppo deboli siete, poveri figli miei, per conoscere il nome d’onore dei “sette tuoni” apocalittici. Il mio angelo ha detto a Giovanni: “Sigilla quello che han detto i sette tuoni e non lo scrivere”. Io dico che ciò che è sigillato non è ancora ora che sia aperto e se Giovanni non lo ha scritto Io non lo dirò.  
 
Del resto a voi non tocca gustare quell’orrore e perciò... Non vi resta che pregare per coloro che lo dovranno subire, perché la forza non naufraghi in essi e non passino a far parte della turba di coloro che sotto la sferza del flagello non conosceranno penitenza e bestemmieranno Iddio in luogo di chiamarlo in loro aiuto. Molti di questi sono già sulla terra e il loro seme sarà sette volte sette più demoniaco di essi.  
 
Io, non il mio angelo, Io stesso giuro che quando sarà finito il tuono della settima tromba e compito l’orrore del settimo flagello, senza che la razza di Adamo riconosca Cristo Re, Signore, Redentore e Dio, e invocata la sua Misericordia, il suo Nome nel quale è la salvezza, Io, per il mio Nome e per la mia Natura, giuro che fermerò l’attimo nell’eternità. Cesserà il tempo e comincerà il Giudizio. Il Giudizio che divide in eterno il Bene dal Male dopo millenni di convivenza sulla terra.  
 
Il Bene tornerà alla sorgente da cui è venuto. Il Male precipiterà dove è già stato precipitato dal momento della ribellione di Lucifero e da dove è uscito per turbare la debolezza di Adamo nella seduzione del senso e dell’orgoglio. Allora il mistero di Dio si compirà. Allora conoscerete Iddio. Tutti, tutti gli uomini della terra, da Adamo all’ultimo nato, radunati come granelli di rena sulla duna del lido eterno, vedranno Iddio Signore, Creatore, Giudice, Re. Sì, lo vedrete questo Dio che avete amato, bestemmiato, seguito, schernito, benedetto, vilipeso, servito, sfuggito. Lo vedrete. Saprete allora quanto Egli meritava il vostro amore e quanto era meritevole il servirlo.  
 
Oh! gioia di coloro che avranno consumato se stessi nell’amarlo e nell’ubbidirlo! Oh! terrore di coloro che sono stati i suoi Giuda, i suoi Caini, di coloro che hanno preferito seguire l’Antagonista e il Seduttore in luogo del Verbo umanato in cui è Redenzione; del Cristo: Via al Padre; di Gesù: Verità santissima; del Verbo: Vita vera.»  
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Da: “I Quaderni del 1943” di Maria Valtorta - brano del 21 agosto 1943  
 
Dice Gesù:  
«Nei due testimoni miei sono adombrati tutti i maestri nella fede: pontefici vescovi, ispirati, dottori della Chiesa, anime invase dalla Luce e dalla Voce. Essi, con voce pura da ogni venatura umana, hanno proclamato Me e la verità della mia dottrina e hanno messo sigillo di santità, di dolore, e anche di sangue, a conferma della loro voce. Odiati come Me, Maestro dei maestri, Santo dei santi, sono stati, più o meno, sempre tormentati dal mondo e dal potere, che trovano in essi coloro che con la loro stessa condotta dicono al mondo e ai grandi del mondo: “Non è lecito ciò che fate”.  
 
Ma quando l’ora del figlio di Satana sarà venuta, l’Inferno, saliente dall’abisso aperto dall’Anticristo, muoverà guerra spietata ad essi e, secondo la vista umana, li vincerà e ucciderà. Ma non sarà morte vera. Sarà anzi Vita delle vite, Vita vera e gloriosa. Perché se avranno Vita coloro che seguono la mia Legge nei comandamenti, quale infinita pienezza di Vita avranno coloro che seguono anche i miei evangelici consigli di perfezione e spingono il loro essere Meco sino al sacrificio totale per amore del loro Gesù, l’eterno Immolato di cui si fanno imitatori sino al sacrificio della vita?  
 
Chiamati ad una fulgidissima risurrezione saranno costoro che si spogliano della cosa più cara all’uomo: la vita, pur di seguire Me per amore di Me e dei fratelli. Non mi stancherò mai di ripetere questo: che non vi è cosa più grande dell’amore nel Cielo e sulla terra, e non vi è amore più grande di quello di colui che dà la sua vita per i suoi fratelli.»  
 
Dice ancora Gesù:  
«Ti ho detto un giorno che in questa odierna tragedia sono già in moto le forze di Satana, il quale ha mandato i suoi angeli neri a muovere i regni della terra l’uno contro l’altro. La Battaglia soprannaturale è già iniziata. Essa è. È dietro alle quinte della piccola battaglia umana. Piccola non per vastità di mole, ma per motivo. Non è, non è il piccolo motivo umano l’origine di essa. Non è. È un altro il motivo vero che fa dei fratelli tante belve omicide che a vicenda si mordono e uccidono. Vi battete coi vostri corpi. Ma in realtà sono le anime quelle che si battono. Vi battete per l’ordine di quattro o cinque potenti. Credete sia così. No. Uno è l’esecutore di questa rovina. Uno che è sulla terra, perché voi lo volete, ma non è di questa terra. Satana è che conduce i fili di questa carneficina in cui sono più le anime che muoiono che non i corpi.  
 
Questa è una delle battaglie iniziali. Il regno dell’Anticristo ha bisogno di un cemento fatto di sangue e di odio per consolidarsi. E voi, che non sapete più amare, lo servite a dovere e vi scannate a vicenda, e maledite chi non ha colpa di questo vostro male: Iddio, il quale lotta coi suoi angeli per tutelare quanto è suo: la Fede nel cuore dei cristiani, la Bontà nel cuore dei buoni. Non sono Io che faccio la selezione, per ora. Siete voi che vi selezionate, spontaneamente. Coloro che nonostante l’orrore sanno capire che Dio è sempre Dio, ossia Bontà e Giustizia, e che la salvezza è nel seguire la Legge di Dio, si separano da coloro che negano queste verità. I primi ascendono incontro alla Luce, gli altri precipitano verso le Tenebre.  
 
Veramente Satana tende, coi suoi demoni, di dare una seconda scalata al Cielo. Ma respinto dal mio arcangelo precipita sulla terra per vincere Dio attraverso il cuore dei suoi figli. Poiché ogni anima che si perde è una sconfitta per Dio. E ci riesce Satana facilmente perché il cuore degli uomini non ha più fiamma di spirito. Non ha più vita di spirito. È un nodo di peccato in cui prospera la triplice lussuria che uccide lo spirito.  
 
Beati quelli che han vinto in virtù del sangue dell’Agnello e sono rimasti e rimarranno fedeli sempre. Beati quelli che avranno respinto Satana e le sue lusinghe e non si saranno preoccupati dei suoi apparenti trionfi, dei suoi sforzi sferrati in quest’ora, che egli sa esser breve per il suo regno di maledizione, e che rimarranno fedeli al Cristo e alla sua Chiesa, smembrata dalla persecuzione anticristiana, martire invitta come il Gran Martire suo Sposo, il Cristo Crocifisso ma risorgente più bella, dopo l’apparente morte, per entrare glorificata in Cielo, dove il Pontefice vero l’attende per celebrare le nozze.»  
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Da: “I Quaderni del 1943” di Maria Valtorta - brano del 22 agosto 1943  
 
«Non è forse la Terra inzuppata del sangue dei martiri, resa ebbra da questo liquore santo che bevuto dalla sua bocca sacrilega si è mutato in essa in filtro di ebbrietà maledetta? La Bestia che la porta: compendio e sintesi di tutto il male compiuto da Adamo in poi pur di trionfare nel mondo e nella carne, trae dietro sé coloro che adorandola diverranno re di un’ora e di un regno maledetto. Siete re come figli di Dio, ed è regno eterno. Ma divenite re di un’ora e di un regno maledetto quando adorate Satana, il quale non può che darvi un effimero trionfo pagato a prezzo di un’eternità d’orrore.  
 
La Bestia - dice Giovanni - fu e non è. Alla fine del mondo così sarà. Fu perché realmente è stata; non è perché Io, il Cristo, l’avrò vinta e sepolta perché non sarà più necessaria, allora, ai trionfi del mondo. Non è la Terra seduta sulle acque dei suoi mari e non s’è servita di questi per nuocere? Di che non s’è servita? Popoli, nazioni, razze, confini, interessi, cibi espansioni, tutto ha servito a lei per fornicare e compiere sterminati omicidi e iscariotici tradimenti. Gli stessi suoi figli, nutriti da lei con sangue di peccato, compiranno la vendetta di Dio su lei, distruggendola, distruggendosi, portando la somma dei delitti contro Dio e contro l’uomo al numero perfetto che esige il tuonare del mio: “Basta!”  
 
Ribollirà in quell’ora, fumando con odore grato al mio trono, il sangue dei martiri e dei profeti, e le zolle della terra, che hanno raccolto i gemiti degli uccisi in odio a Me e ne hanno ricevuto gli ultimi sussulti, getteranno un gran grido fatto di tutti quei gemiti santi e tremeranno di convulsione d’angoscia, scrollando le città e le case degli uomini dove si pecca e uccide e empiendo di voce che chiede Giustizia la volta dei Cieli. E Giustizia sarà. Io verrò. Verrò perché sono Fedele e Verace. Verrò a dare Pace ai fedeli e Giudizio santo ai vissuti. Verrò col mio nome il cui senso è noto a Me solo e nelle cui lettere sono gli attributi principali di Dio di cui sono Parte e Tutto.  
 
Scrivi: Gesù: Grandezza, Eternità, Santità, Unità. Scrivi: Cristo: Carità Redenzione, Immensità, Sapienza, Trinità, Onnipotenza (di Dio condensata nel nome del Verbo umanato). E se ti pare che qualche attributo manchi, pensa che la Giustizia è compresa nella santità perché chi è santo è giusto, la Regalità nella grandezza, la Creazione nell’onnipotenza. Nel nome mio sono perciò proclamate le lodi di Dio. Nome santo il cui suono atterra i demoni. Nome di Vita che dai Vita, Luce, Forza a chi ti ama e invoca. Nome che è corona sul mio capo di vincitore della Bestia e del suo profeta che saranno presi, conficcati, sommersi, sepolti nel fuoco liquido ed eterno la cui mordente ferocia è inconcepibile a senso umano.  
 
Sarà allora il tempo del mio Regno della Terra. Vi sarà perciò una tregua nei delitti demoniaci per dar tempo all’uomo di riudire le voci del cielo. Levata di mezzo la forza che scatena l’orrore, delle grandi correnti spirituali scenderanno come cascate di grazia, come fiumi di acque celesti, a dire parole di Luce.  
 
Ma come non raccolsero nei secoli le Voci isolate, cominciando da quella del Verbo, che parlano di Bene, così saranno sordi gli uomini, sordi sempre - meno i segnati del mio segno, gli amici miei dilettissimi tesi a seguire Me - sordi alle voci di molti spiriti, alle voci simili al rumore di molte acque che canteranno il cantico nuovo per guidare i popoli incontro alla Luce e soprattutto a Me: Parola eterna. Quando l’ultimo tentativo sarà compito, Satana verrà per l’ultima volta e troverà seguaci ai quattro angoli della terra, e saranno più numerosi della rena del mare.  
 
Oh! Cristo! Oh! Gesù che sei morto per salvare gli uomini! Solo la pazienza di un Dio può aver atteso tanto, aver fatto tanto, e aver ottenuto così poco senza ritirare agli uomini il suo dono e farli perire molto avanti l’ora segnata! Solo la mia Pazienza che è Amore poteva attendervi, sapendo che come rena che filtra da un sottilissimo crivello qualche rara anima sarebbe venuta alla gloria rispetto alla massa che non sa, che non vuole filtrare attraverso il crivello della Legge dell’Amore, del Sacrificio, per giungere a Me.  
 
Ma nell’ora della venuta, quando, in veste di Dio, Re e Giudice, Io verrò per radunare gli eletti e maledire i reprobi, scagliandoli là dove l’Anticristo, la Bestia e Satana già saranno in eterno, dopo la suprema vittoria di Gesù Cristo, Figlio di Dio, Vincitore della Morte e del Male, a questi eletti che hanno saputo rimanere “vivi” nella vita, vivi nello spirito attendendo la nostra ora di trionfo, Io darò il possesso della celeste dimora, darò Me stesso senza soste e senza misura.  
 
Tendi a quell’ora, Maria. Chiamala e chiamami con tutte le forze del tuo spirito. Ecco, Io già vengo quando un’anima mi chiama. Insieme al Diletto che vide dalla Terra la gloria dell’Agnello, Figlio di Dio, la gloria del suo e tuo Gesù, dì, ad ogni palpito del tuo cuore: “Vieni, Signore Gesù”».  
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Da: “I Quaderni del 1943” di Maria Valtorta - brano del 27 agosto 1943  
 
Dice Gesù:  
«Anche nell’Apocalisse pare che i periodi si confondano, ma non è così. Sarebbe meglio dire: si riflettono nei tempi futuri con aspetti sempre più grandiosi. Ora siamo al periodo che Io chiamo: dei precursori dell’Anticristo. Poi verrà il periodo dell’Anticristo che è il precursore di Satana. Questo sarà aiutato dalle manifestazioni di Satana: le due bestie nominate nell’Apocalisse. Sarà un periodo peggiore dell’attuale. Il Male cresce sempre più. Vinto l’Anticristo, verrà il periodo di pace per dare tempo agli uomini, percossi dallo stupore delle sette piaghe e della caduta di Babilonia, di raccogliersi sotto il segno mio. L’epoca anticristiana assurgerà alla massima potenza nella sua terza manifestazione, ossia quando vi sarà l’ultima venuta di Satana.  
 
Avete capito? Credere occorre, e non cavillare. Veramente tu avevi capito, appunto perché non cavilli. I dettati non si contraddicono fra loro. Occorre saperli leggere con fede e semplicità di cuore. Come uno a cui prema di far intendere una cosa, Io vado sempre dritto alla cosa che più importa e che qui è il mio regno. Perché nel regno è la giustificazione del mio essermi incarnato e morto. Perché nel regno è la prova della mia infinita potenza, bontà, sapienza. Perché nel regno è la prova della vita eterna, della resurrezione della carne, del mio potere di Giudice. Perciò quando ho parlato per spiegare l’Apocalisse ho, ai singoli punti spiegati, messo quasi sempre a corona il mio Giudizio, il mio trionfo, il mio regno, la sconfitta di Satana in se stesso, nella sua creatura, nei precursori.  
 
Leggete bene e vedrete che non vi è contraddizione. Quello che ho detto ho detto.»  
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Predica dell'Anticristo, Signorelli, Duomo di Orvieto

Da: “I Quaderni del 1943” di Maria Valtorta - brano del 16 settembre 1943  
 
Dice Gesù:  
«Non è nel senso con cui tu lo intendi. Verrà l’ora della pace e del perdono anche per voi Italiani, verrà l’ora in cui tornerete a stringere alleanza col Signore dopo essere stati nelle mani di Satana che vi ha strapazzati come foste una matassa di filo nelle mani di un pazzo furente. Ma le parole di Gioele (cap. II, v. 18-32) non sono dette particolarmente per questo o per quel popolo. Esse sono per il mio popolo, per il popolo dell’Unico, Vero, Grande Re: del Signore Iddio vostro, Uno e Trino, Creatore e Redentore del genere umano. Quel periodo di benessere di cui parla Gioele è l’anticipato annunzio di quanto molto tempo dopo parla Giovanni nel suo Apocalisse.  
 
Dopo le guerre tremende che Satana avrà portato alla Terra attraverso al suo Messo di tenebre: l’Anticristo, verrà il periodo della tregua in cui, dopo avervi mostrato con la cruenta prova di che doni può esser autore Satana, cercherò di attirarvi a Me colmandovi di doni miei. Oh! i miei doni! Saranno la vostra dolcezza! Non conoscerete fame, stragi, calamità. I vostri corpi e più le vostre anime saranno pasciute dalla mano mia, la Terra sembrerà sorgere per una seconda creazione, tutta nuova nei sentimenti che saranno di pace e concordia fra i popoli e di pace fra Cielo e Terra, perché farò dilagare su voi lo Spirito mio che vi penetrerà e vi darà la vista soprannaturale dei decreti di Dio.  
 
Sarà il Regno dello Spirito. Il regno di Dio, quello che voi chiedete - e non sapete ciò che chiedete perché non riflettete mai - col Pater noster. Dove volete che avvenga il Regno di Dio se non nei vostri cuori? È da lì che deve iniziarsi il Regno mio sulla Terra. Regno grande, ma sempre limitato. Dopo verrà il Regno senza confini né di terra, né di tempo. Il Regno eterno che farà di voi degli eterni abitatori dei Cieli, poiché, è naturale, Io parlo a coloro che sono miei sudditi e non ai reprobi che hanno già il loro re orrendo: Satana.  
 
Il vostro Dio opererà tutti i prodigi per attirare a Sé il maggior numero di viventi, perché Io sono Dio di Misericordia, di Perdono e di un Amore così infinito che per quanto possiate studiarvi e comprenderne la misura non lo potete fare. Quello che voi credete sia l’infinità del mio amore per voi, è come sassolino minuto del greto di un rio rispetto ad una intera catena montana, le cui basi dividono i continenti e le cui cime si fasciano nelle nubi.  
 
Ma credi tu che tanti prodigi di Amore e tante luci di Spirito convertiranno gli uomini al loro Dio Eterno? Disilluditi. Se verso poveri animali privi di ragione Io usassi le cure che userò con voi per i bisogni dei vostri corpi - solo queste - essi animali coi loro linguaggi informi loderebbero Me dall’alba al tramonto, e se sapessero dove trovarmi si partirebbero da tutte le parti del globo per venire a ringraziare il loro benefico Tutore.  
 
Ma gli uomini no. Nella quasi totalità assolutamente sordi alle voci e ai doni spirituali, e quasi del tutto sordi ai doni corporali, in luogo di riconoscere la mia Bontà e di amarmi per riconoscenza, approfitteranno del benessere che darò loro per discendere sempre più nell’abisso che a loro piace, dove, come immonde bestie in un pantano, si avvoltolano e li attendono ciò che seduce i nove decimi dell’umanità: libidine, lussuria, frode, violenza, ladrocinio, eresia, superstizione e altre corruzioni del senso e della mente, tanto orrende che pare impossibile agli onesti possano essere vere, ma vere sono e fanno arrossire i Cieli e sollevare con moto di sdegno la nostra Divinità.  
 
Non la paterna elargizione di doni e non i terrorizzanti segni del cielo saranno capaci di fare dei viventi in quel tempo dei figli di Dio. E allora verrà il mio giorno grande e terribile. Non giorno di ventiquattro ore. Il mio tempo ha diversa misurazione. È detto “giorno” perché nel giorno si opera, e Io in quel tempo opererò. Opererò l’estrema selezione dei viventi sulla terra. Ed essa avverrà nell’ultimo scatenamento di Satana.  
 
Allora si vedranno coloro che hanno in essi il Regno di Dio e coloro che hanno il regno di Satana. Poiché questi ultimi con bocca, atti, e soprattutto con cuore blasfemo commetteranno gli ultimi spregi alla mia Legge e gli estremi sacrilegi verso Dio, mentre i primi, i figli e sudditi del Signore - mentre l’ultima battaglia percuoterà la Terra con un orrore indicibile - si aggrapperanno alla mia Croce, invocheranno il mio Nome che salva; e la mia venuta di Giudice non li atterrirà, ma anzi sarà il loro giubilo poiché i fedeli sono i salvati, quelli che Gioele chiama gli “avanzi” del Signore, ossia coloro che restano al Signore dopo le rapine di Satana. Benedetti, benedetti, benedetti in eterno questi miei figli. Di loro è l’eterno Paradiso. Uniti ai fedeli al Signore di tutti i tempi, possederanno Iddio il cui possesso è beatitudine eterna.»  
OK
Da: “I Quaderni del 1943” di Maria Valtorta - brano del 9 novembre 1943  
Dice Gesù:  
 
«“Che pace? Le fornicazioni di Gezabele tua madre e i suoi numerosi venefici esistono ancora”. Lo avevo detto che per ottenere vera pace, e non sosta nella guerra, occorreva levare da voi ciò che è fornicazione con Satana. L’ho detto per bocca dei miei santi e l’ho fatto dire dalla Madre mia. Sono decenni che Io ripeto questo e sono decenni che voi insistete in quello. Ve l’ho detto con pressante parola in questi ultimi tempi. Ma voi non avete mutato. Anzi sempre più avete fatto della fornicazione con Satana la vostra forma di vita.  
 
Tutto avete anteposto a Dio. E questo Dio che invocate nell’ora della paura è per voi un Ente così lontano, sconosciuto, che se foste coerenti non dovreste neppur più invocare o bestemmiare, tanto da Lui vi siete allontanati. Già anche le vostre invocazioni sono bestemmie, perché lo chiamate con labbra sporche di sozzura, perché lo invocate mentre siete ancora uni con Satana, perché osate mescolare il suo Nome santo ai vostri piani di delitto.  
 
Pace è stata promessa agli uomini di buona volontà. Cristo è venuto a portare la Pace. Ma se voi cacciate il Cristo e se la vostra volontà non è buona, come potete avere la pace? Avete delle soste. Ma esse altro non saranno che pause fra l’una e l’altra carneficina, per dare tempo ai vostri spiriti venduti a Satana di apprendere da esso nuove dottrine di morte e nuovi strumenti di distruzione. Morte alle anime e morte alle carni. Distruzioni di spiriti e distruzioni di cose. La vostra crescita in Satana è impressionante. Fra poco avrete raggiunto l’età piena in cui nulla esso più avrà da insegnarvi, e allora l’Inferno potrà partorire il suo figlio: l’Anticristo, perché i tempi saranno maturi e gli uomini avranno meritato di conoscere l’orrore che precede la fine.»  
OK
Da: “I Quaderni del 1943” di Maria Valtorta - brano del 16 novembre 1943  
 
«Io sono Colui che vi può dare pace, e non coll’uso delle vostre armi omicide ma della mia arma santa: la Croce, ma spezzando col mio amore le vostre armi omicide. Non precipitate il Giudizio di Dio col vostro passare la misura nel peccare. Non fate che troppo breve sia la sosta fra il tempo dell’Anticristo e il tempo di Cristo, perché, se è vero che gli ultimi giorni saranno abbreviati per amore degli eletti, è anche vero che vi è necessario avere una sosta di pace per ritemprarvi alla ultima satanica lotta.  
 
Io farò ribaltare la pietra sull’antro di Lucifero dopo la sconfitta della Bestia e dei suoi servi; ma voi, col vostro acclamare il Male, non date forza al Demonio di scuotere quel serrame. Non fate, dei vostri spiriti devoti alla carne e a Satana, leve per aprire la prigione infernale e farne uscire il Maledetto per l’ultima preda prima che i cuori degli uomini si siano ribattezzati nella Parola del Signore.»  
OK
Da: “I Quaderni del 1943” di Maria Valtorta - brano del 17 novembre 1943  
 
«Non deve morire il mondo senza che l’esercito di Cristo sia raccolto sotto il suo comando. Dispersi, percossi, abbattuti, fatti simili ad arena che il vento sparge sui lidi del mare, udrete il comando e verrete a Me, perché un momento verrà in cui Io sarò Re di questi poveri regni senza corona e di questi sudditi senza re. Già vedo gli spiriti di quel tempo volgersi alla chiamata e venire lottando contro tutti gli ostacoli seminati da secoli di errore, venire verso la Luce e verso la Verità. Dico “spiriti”, perché solo i viventi dello spirito potranno conoscere la Voce che li chiama.  
 
O voi che ora siete già viventi dello spirito, precursori del Cristo nella sua seconda venuta, antitesi dei precursori dell’Anticristo che operano in suo nome l’opera preparatoria della desolazione, preparatemi le vie col vostro olocausto. I precursori del figlio di Satana hanno veste di dignità umana; i precursori del Figlio di Dio hanno la stessa corona del loro Re, e loro trono e cattedra sono la croce e il dolore.  
 
Ma come sempre, e come specialmente nell’ora in cui il Dolore dovette vincere il Peccato, è sempre il dolore quello che salva, è sempre il sacrificio quello che redime. Ed ora il mondo, per essere redento, ha bisogno non tanto di esser coperto di spighe quanto di anime eroiche, di vittime di carità.»  
OK
Da: “I Quaderni del 1943” di Maria Valtorta - brano del 9 dicembre 1943  
 
Dice Gesù:  
«Mai come in questo momento devo ripetere a colui che mi rappresenta: “Pasci i miei agnelli”. Molti di essi sono divenuti inselvatichiti. Ma non è tutta loro la colpa e per questo mi fanno pietà. Li avevo affidati ai potenti perché ne avessero cura. Già tanto avevo dato ai potenti perché non volessero più ancora e fossero buoni coi sudditi che non sono dei potenti altro che per mandato di Dio. In realtà sono gregge di Dio, sono figliolanza di Dio, e andrebbero curati con rispetto pensando al Re vero: l’Eterno di cui sono popolo. Invece li hanno usati come mandra senza padrone. Li hanno sospinti dove gli è parso, li hanno cibati dei cibi che a loro è parso, pur di ottenebrarli nel pensiero e smemorarli del Bene corrompendoli con dottrine che Io maledico, se ne sono fatti degli schiavi ai quali è negata anche la libertà di pensiero e come pecore li hanno spinti al macello per i loro scopi delittuosi verso tutta l’Umanità. Tutta. Quella che per loro è “Patria” e quella che è “Patria altrui”. Si sono fatti ricchi sfruttando il sacrificio dei soggetti, ladri dei beni di Dio e dell’uomo che sono Anima ed Esistenza, assassini di una e dell’altra. Ebbene: dall’alto dei Cieli, per tutto l’assenzio che vien dato per cibo alle folle e che le porta a disperare anche di Dio, per tutta la fame di cui soffrono i corpi e le anime dei figli miei, per coloro che in questa rovina rimangono gli agnelli del gregge di Dio e nessuna passione li muta in ribelli a Dio, come i loro seduttori e padroni, figli del Male e precursori dell’Anticristo, Io vengo con la mia Parola ed il mio Amore per pascere i poveri del mio gregge e ripeto a te che sei il mio Vicario: “Pasci i miei agnelli dando loro l’instancabile parola e le benedizioni di cui ho ricolma la tua mano innocente, che non conosce altro sangue fuorché il Sangue mio che elevi sull’altare per rito di propiziazione, ed altro gesto fuorché quello che fu mio di benedire coloro di cui tu, come Io, hai pietà.  
 
Ho dato due verghe alla tua mano e caro mi sei perché usasti quella dell’amore. Ma l’amore, che è potente anche sulla Potenza di Dio, cade come pietruzza lanciata contro la roccia, quando è volto a certi che di uomini hanno parvenza, ma sono dei demoni dal cuore di granito. Colpisci dunque con l’altra verga e sappiano i fedeli che tu non sei complice delle colpe dei grandi. Complici si diviene anche quando non si osa tuonare contro le loro nefandezze. Non ama il tuo Maestro le maledizioni e le folgori. Ma vi sono momenti in cui occorre saperle usare per persuadere non i potenti, il cui animo posseduto da Satana è incapace di persuasione, ma i poveri del mondo che Dio, e i giusti di Dio, non condividono ed appoggiano i metodi e le prepotenze di chi ha superato ogni misura e si crede un dio mentre è solo una belva immonda.  
 
Parla, in nome della Giustizia che rappresenti. È l’ora. E sappiano le turbe che la mia Dottrina non è mutata e che una è la Legge, che vi è un sol Dio, che il primo suo comando è l’amore, che Egli, ancora, come nei secoli dei secoli antecedenti alla mia venuta, nella quale ho confermato la Legge, ordina di non rubare, di non fornicare, di non uccidere, di non prendere la roba d’altri. Dillo ai ladri di ora, che non si accontentano di una borsa ma rubano anime a Dio e terre ai popoli; dillo ai fornicatori, ai grandi fornicatori di ora, la cui fornicazione non è quella bestiale con una femmina ma quella demoniaca colla potenza politica; dillo agli uccisori di ora, i quali si arrogano il diritto di uccidere popoli interi dopo aver ucciso in altri popoli - i loro - la fede in Dio, l’onestà di qualsiasi forma, l’amore al bene; dillo agli insaziabili di ora, che avidi come sciacalli assalgono là dove è ciò che a loro piace e si fanno lecito ogni delitto pur di prendere ciò che non è loro.  
 
Parlare vuol dire ‘dolore’ e delle volte ‘morte’. Ma ricordati di Me. Io sono più prezioso della ‘gioia’ e della ‘vita’, perché Io do a chi m’è fedele una gioia e una vita che non conoscono termine e misura. Ricordati di Me che seppi purificare la mia Casa dalle sozzure e seguire rettilineo un solo scopo: ‘la gloria del Padre mio’. Ciò mi ottenne l’odio, la vendetta, la morte, perché i colpiti dal mio furore trovarono un venduto che per trenta denari mi dette in loro potere.  
 
Sempre, e fra i più fidi, abbiamo un nemico, un venduto. Ma non importa. Il discepolo non è da più del Maestro e se Io, sapendo che la sferza delle mie parole più della sferza di corde - mezzo simbolico più che reale - mi procurava la morte ho parlato, parla. E se Io ho sopportato per amore degli uomini, e per tuo amore un nemico e un venduto e l’orrore di un bacio di tradimento, tu, mio primo fra i miei figli di ora, non devi arretrare davanti a quello che prima di te ha subìto il Maestro.  
 
Ché se poi, nonostante ogni mezzo, la Giustizia avesse a perire e, trascinati sempre più da Satana dominatori e dominati, per mimetismo malefico, si staccassero sempre più da Dio, allora leverò la Luce e la Verità. E ciò avverrà quando anche nella mia dimora - la Chiesa - vi saranno troppi che, per umano interesse e per debolezza indegna, saranno fra i dominati dai seminatori del Male nelle loro diverse dottrine. Allora conoscerete il pastore che non si cura delle pecore abbandonate, il pastore idolo di cui parla Zaccaria [ Zaccaria 11, 4.7.10.13-15.17 ].  
 
Ricorda l’Apocalisse di Giovanni. Ricorda il dragone [Apocalisse 12, 3-4] : il Male generatore dell’Anticristo futuro, il quale ne prepara il regno non solo sconvolgendo le coscienze ma travolgendo nelle sue spire la terza parte delle stelle e facendo degli astri fango. Quando questa demoniaca vendemmia avverrà nella Corte di Cristo fra i grandi della sua Chiesa, allora, nella luce resa appena bagliore e conservata come unica lampada nei cuori dei fedeli al Cristo - perché la Luce non può morire Io l’ho promesso [Giovanni 8, 12] , e la Chiesa, anche in periodi di orrore, ne conserverà quel tanto atto a tornare splendore dopo la prova -allora verrà il pastore idolo, il quale sarà e starà dove vorranno i suoi padroni.  
 
Chi ha orecchie da intendere intenda. Per i vivi di quel tempo sarà un bene la morte.»  
 
Dice Gesù:  
Mi pare di avere ripetuto più e più volte che o si crede o non si crede, che il mio tempo non si misura con la vostra misura, che saranno beati quelli che crederanno senza esigere prove. Aggiungo ora che la profezia può avere dei periodi di ripetizione o di apparente negazione che poi invece risultano essere unicamente una prova data da Dio alla fede degli uomini. Tutte le profezie antiche e moderne (dico antiche quelle da Adamo alla mia venuta e moderne quelle dalla mia venuta al momento presente, poiché i vostri venti secoli sono una frazione d’ora rispetto alla mia Eternità) presentano dei punti in cui sembrano errate, poiché secondo voi dovevano accadere in un dato periodo e non sono accadute.  
 
Ma l’occhio del mio servo vede col mio Occhio. Voi invece vedete col vostro. Onde il mio servo parla o ripete in mio Nome, e ciò che voi credete già superato può essere evento ancora da avverarsi nel futuro. Questo per tutte le profezie, anche quelle dei più grandi spiriti. A chi guarda coi suoi occhi umani può parere errata e contraddetta dai fatti anche la Profezia perfetta: la mia. Non parrebbe, leggendo i Vangeli Matteo 24, 34; Marco 13, 30; Luca 21, 32. [Giovanni 20, 24-29]; 1 Tessalonicesi 4, 15; 2 Tessalonicesi 2, 6-7; Tito 3, 9; 1 Pietro 4, 7; 2 Pietro 1, 21; 3, 8-9.16; 1 Giovanni 2, 18-21; [Apocalisse 22, 20] che la fine del mondo segue di poco la distruzione di Gerusalemme? Ma quanti secoli sono intercorsi da allora?  
 
Eppure la fine del mondo verrà preceduta dai segni che dico e che all’ignoranza e alla paura vostra già tante volte sono parsi prossimi. Io solo so il momento che avranno inizio e non reputo necessario di dirlo. Anche per bontà verso i viventi di quell’ora. Non vorrete certo pensare che Io, Profeta perfetto perché depositario dei segreti della Divinità, abbia errato! Come non vorrete credere che abbiano errato Pietro, Paolo e soprattutto Giovanni, che era rimasto fuso al suo Maestro anche oltre il tempo del mio soggiorno fra gli uomini. E non dice Pietro: “La fine d’ogni cosa è vicina”? (Pietro I lettera Cap. 4 v. 7). E Paolo: “...Noi viventi rimasti sino alla venuta del Signore”, e ancora: “Voi ben sapete che chi lo trattiene è il Signore perché non si manifesti che a suo tempo. Già il mistero dell’iniquità è in azione”. Parrebbe dunque che l’Anticristo fosse fin da allora in azione e solo Dio non gli permettesse di manifestarsi in pieno per essere da Me incenerito. Ed esorta i cristiani di allora a rimanere saldi nella fede per resistere all’iniquità in azione. E il mio Giovanni, infine, il più illuminato, colui al quale i Cieli furono cogniti con prospettive di eventi avvenire noti solo a Dio e fu aperto il mio Cuore con tutti i segreti più segreti, non termina il Libro così eccelso che pare scritto con penna rapita ad un arcangelo: “...il tempo è vicino... Ecco, Io vengo presto. Colui che attesta queste cose dice: Sì, vengo presto”?  
 
Or dunque dico a voi le stesse parole dei miei santi: “Davanti al Signore un giorno è come mille anni e mille anni come un giorno. Non è che il Signore ritardi, ma usa pazienza... Ci sono delle cose difficili a capirsi che gli ignoranti e i poco stabili travolgono a loro perdizione”. Oh! beati i credenti e i contenti senza bisogno di troppe prove, beati coloro che riposano sulla parola del Signore anche se par loro oscura e non si procurano i tormenti di Tommaso, che soffri più giorni degli altri per non credere alla mia Risurrezione, ed altri giorni poi per il pentimento di non aver creduto altro che dopo aver constatato!  
 
“Le stupide questioni, le genealogie, le dispute e le battaglie, sfuggitele, essendo inutili e vane” come dice Paolo (a Tito v. 9). Ricordate che Giovanni a poca distanza di righe dice: “...Anche ora sono già molti gli anticristi, dal che possiamo capire che è l’ultima ora... Non ho scritto a voi (per voi) come a chi non conosce la verità, ma come a chi la conosce e sa che nessuna menzogna può venire dalla verità” (I a di S. Giovanni v. 18-21).  
 
Infine vi ricordo che chi ripete le parole di Dio o parla direttamente, non lo fa per umano volere “ma ispirato dallo Spirito Santo” come dice Pietro nella sua II a lettera (v. 21). Per conto suo, il mio portavoce è un povero nulla che non sente mai tanto d’essere un nulla come quando Io gli metto davanti un punto scritturale e gli dico: “interpretalo”.  
 
Allora egli sembra un uccellino caduto in una rete e spaventato. Io che ne scruto il cuore lo vedo sciogliersi in uno stupore e in un tremore come quello di uno studente costretto a rispondere all’esaminatore su ciò che non sa. E mi piace questo suo non sapere perché me lo tiene basso e pieghevole come velo di seta.  
 
Riguardo ai brani, è inutile spargerli a cibo dei rettili, che se ne possono servire per arma nociva e per bavaglio contro i miei piccoli cristi. Ho già detto e ripeto che occorre molta prudenza, poiché vivete fra rettili velenosi. Perché volete sfamare le stolte curiosità? Non dètto quanto dètto per un vostro sollazzo né per piegarmi alle vostre morbose seti di conoscenze future. Quando sapete, cambiate forse? No. Non siate bugiardi o ingenui. Non cambiate. Gli spiriti retti hanno già più che basta di ciò che è detto per tutti senza alzare i veli più profondi. Gli altri... oh! gli altri! Quando non se ne fanno strumento per nuocere a molti, se ne fanno strumento per nuocere a se stessi, perché studiano, non accolgono, studiano la mia nuova Parola, unicamente con luce e metodo umano. E non ho detto che questo metodo è uccisore?  
 
Ho detto - e se non mi stanco di ripetere la Dottrina mia, mi stanco di ripetere i comandi in merito al “portavoce” - che solo quando egli non sarà più nel mondo sarà tutto cognito della sua fatica. Non abbiate smania di fare esposizioni generali. Egli non l’ha. Non gli importa d’esser conosciuto, ammirato, e per la fatica e per la mole del lavoro.  
 
Con lacrime di sangue vi permette ancora di usare delle pagine “tutte sue” per il bene di tanti e per amore mio. Altro non vuole perché Io non voglio, e nel mio “portavoce” non è più che una volontà: la mia. Avete nei dettati dei forzieri di gemme bastevoli a rendere luminoso il mondo. Perché volete estrarre anche i diamanti che solo fra qualche anno potranno essere maneggiati senza che le forze del Male se ne approprino per distruggerli? Non ve ne accorgete che siete in mano dei nemici di Cristo? Colui che scrive è condotto. Ma colui che copia deve saper comprendere ciò che va tenuto a disposizione di un solo, il quale, perché a sua volta è condotto da Me, può capire e benedire. Conservate dunque per l’ora che Io segnerò tutto il lavoro del mio “portavoce” e date ai poveri del mondo, a seconda della loro condizione, ciò che va dato. E pregate per non lasciarvi trascinare da umanità nella vostra scelta».  
OK

Da: “I Quaderni del 1943” di Maria Valtorta - brano del 11 dicembre 1943  
 
Dice Gesù:  
«La mia Chiesa ha già conosciuto periodi di oscurantismo dovuti ad un complesso di cose diverse. Non si deve dimenticare che se la Chiesa, presa come ente, è opera perfetta come il suo Fondatore, presa come complesso di uomini presenta le manchevolezze proprie di ciò che viene dagli uomini. Quando la Chiesa - e per tale alludo ora alla riunione degli alti dignitari di Essa - agì secondo i dettami della mia Legge e del mio Vangelo, la Chiesa conobbe tempi fulgidi di fulgore. Ma guai quando, anteponendo gli interessi della Terra a quelli del Cielo, inquinò Se stessa con passioni umane! Tre volte guai quando adorò la Bestia di cui parla Giovanni, ossia la Potenza politica, e se ne fece asservire. Allora necessariamente la luce si oscurò in crepuscoli più o meno fondi o per difetto proprio dei Capi assurti per arti umane a quel trono, o per debolezza degli stessi contro le pressioni umane.  
 
Sono questi i tempi in cui vi sono i “pastori idoli” di cui già ho parlato conseguenza, in fondo, degli errori di tutti. Perché se i cristiani fossero quali dovrebbero essere, potenti ed umili che siano, non avverrebbero abusi e intromissioni, e non verrebbe provocato il castigo di Dio che ritira la sua luce a coloro che l’hanno respinta.  
 
Nei secoli passati, da quegli errori sono venuti gli antipapi e gli scismi, i quali, tanto gli uni che gli altri, hanno diviso le coscienze in due campi opposti provocando rovine incalcolabili d’anime. Nei secoli futuri, quegli stessi errori sapranno provocare l’Errore, ossia l’Abominio nella casa di Dio, segno precursore della fine del mondo.  
 
In che consisterà? Quando avverrà? Ciò non vi necessita di saperlo. Vi dico solo che da un clero troppo cultore di razionalismo e troppo al servizio del potere politico, non può che fatalmente venire un periodo molto oscuro per la Chiesa.  
 
Ma non temete. La profezia di Zaccaria si salda come anello ad anello con quella di Giovanni. Dopo questo periodo di travaglio doloroso in cui, perseguitata da forze infernali, la Chiesa, come la mistica Donna di cui parla Giovanni, dopo esser fuggita per salvarsi rifugiandosi nei migliori e perdendo nella mistica (dico mistica) fuga i membri indegni, partorirà i santi destinati a condurla nell’ora che precede i tempi ultimi.  
 
Mano di padre e di re avranno coloro che dovranno radunare le stirpi intorno alla Croce per preparare l’adunata del Cristo. Né una stirpe mancherà all’appello, coi suoi figli migliori.  
 
Allora verrò Io e contro tutte le insidie e le astuzie, gli attentati e i delitti di Satana verso la mia terrena Gerusalemme - la Chiesa militante - metterò il mio potere a difesa.  
 
Spanderò il mio spirito su tutti i redenti della terra. E anche coloro che ora soffrono, espiando le colpe dei padri, e che non sanno trovare salvezza perché non osano volgersi a Me, troveranno la pace perché, battendosi il petto, invocheranno - in ben altra maniera dei padri loro - su loro quel Sangue già sparso, e che goccia inesausto dalle membra che i padri loro hanno trafitto. Come fontana Io starò in mezzo al mio gregge tutto ricomposto, e laverò in Me tutte le brutture passate che già il pentimento avrà iniziato a cancellare.  
 
Allora, Re di Giustizia e Sapienza, sperderò gli idoli delle false dottrine, purgherò la Terra dai falsi profeti che in tanti errori vi hanno tratto. Mi sostituirò Io a tutti i dottori, a tutti i profeti, più o meno santi o più o meno malvagi, perché l’ultimo ammaestramento deve essere mondo di imperfezione, dovendo preparare al Giudizio finale coloro che non avranno tempo di purgazione essendo tosto chiamati alla tremenda rassegna.  
 
Il Cristo Redentore, la cui mèta è redimervi e che non lascia nulla di intentato per farlo, e già va iniziando e accelerando il suo secondo ammaestramento per controbattere con voce di verità le eresie colturali, sociali e spirituali, sorte per ogni dove, parlerà coi segni del suo Tormento. Fiumi di luce e di grazia usciranno dalle mie Piaghe, ferite che hanno ucciso il Figlio di Dio ma che sanano i figli dell’uomo.  
 
Questi vivi carbonchi delle mie piaghe saranno spada agli impenitenti, agli ostinati, ai venduti a Satana, e saranno carezza ai “piccoli” che mi amano come padre amoroso. Sulla loro debolezza scenderà questa carezza del Cristo a fortificarli, e la mia mano li convoglierà verso la prova nella quale solo chi mi ama di amor vero resiste. Una terza parte. Ma questa sarà degna di possedere la Città del Cielo, il Regno di Dio.  
 
Allora verrò, non più Maestro ma Re, a prendere possesso della mia Chiesa militante, ormai fatta Una e Universale come la mia Volontà la fece. Cessato per essa il secolare travaglio. Vinto per sempre il Nemico. Mondata la Terra dai fiumi della Grazia scesa per un’ultima volta su di essa a farla come era al principio, quando il Peccato non aveva corrotto questo altare planetario destinato a cantare con gli altri pianeti le lodi di Dio, e per la colpa dell’uomo divenuto base al patibolo del suo Signore fatto Carne per salvare la Terra. Vinti tutti i seduttori, tutti i persecutori che con ritmo incalzante hanno turbato la Chiesa mia sposa, Essa conoscerà la tranquillità e la gloria.  
 
Insieme saliremo per un’ultima ascensione, Io ed i miei santi, a prendere possesso della Città senza contaminazione, dove è preparato il mio trono e dove tutto sarà nuovo e senza dolore. Immersi nella mia Luce regnerete meco nei secoli dei secoli.  
 
Questo vi ottiene Colui che per voi si è incarnato nel seno di Maria ed è nato a Betlemme di Giuda per morire sul Golgota.»  
OK
Da: “I Quaderni del 1945-1950” di Maria Valtorta - brano del 23 gennaio 1944  
 
Daniele, capitolo 12,1.  
Dice Gesù:  
«L’arcangelo che ha vinto Lucifero, e che sta a guardia del mio Regno e dei figli di esso, sarà quello che sorgerà come segno celeste nell’ultimo tempo. Sarà questo il tempo in cui Israele sarà ricongiunto alla Roma di Cristo e non ci saranno più i due rami del popolo di Dio: il benedetto e il maledetto per il suo deicidio, ma un unico tronco detto di Cristo, perché vivente in Me.  
 
Allora, poiché il numero dei salvati sarà completo, verrà la risurrezione della carne e, come moltitudine che dorme e che una tromba risveglia per chiamarla ad una adunata, i morti, stesi negli infiniti cimiteri, nei deserti, nei mari, ovunque giace un che fu uomo, sorgeranno per venire a Me, Giudice supremo.  
 
Oh! Luce che sei attributo mio e che farai rifulgenti come stelle coloro che conobbero la Sapienza e insegnarono la Giustizia e la vissero, come ti effonderai gioiosa quel giorno sui miei beati! L’ultimo tempo di tre anni e sei mesi, tremendo come mai l’uomo conobbe, sarà quello in cui Satana, attraverso il suo figlio, arso da supremo livore - perché anche la scissione fra i due rami del popolo di Dio sarà finita, e con essa la causa di tanti mali materiali, morali e spirituali - userà le sue perfette ed ultime astuzie per nuocere, rovinare, uccidere il Cristo nei cuori e i cuori al Cristo.  
 
I sapienti comprenderanno il tranello di Satana, gli innumerevoli tranelli di Satana, perché chi possiede la Sapienza vera è illuminato, e per la loro fedeltà alla Grazia diverranno candidi e provati come il fuoco, degni d’essere eletti al Cielo. Gli empi seguiranno il Male e faranno il male non potendo comprendere il Bene, perché di loro spontanea volontà avranno colmato il loro cuore di Male.  
 
Allora verrà il tempo in cui, conculcata sino ad un punto mai raggiunto, la Chiesa non sarà più libera di celebrare il Sacrificio perpetuo, e l’abominazione della desolazione sarà innalzata sul Luogo Santo e sui luoghi santi, così come è detto dai profeti e ripetuto da Me che non erro.  
 
Daniele dice: “Vi saranno 1290 giorni (di questo conculcamento). Beato chi aspetta e giunge a 1335”. Ciò vuol dire che nei tre anni e sei mesi che precederanno la fine, un piccolo tempo sarà serbato in fine ai fedeli per riunirsi ad ascoltare l’ultima Parola, risuonante nei loro spiriti, come invito al Cielo, mentre Michele coi suoi angeli vincerà Satana ed i suoi demoni.  
 
“Beato chi aspetta e giunge a 1335 giorni” vuol dire: “Beato chi avrà perseverato sino alla fine” poiché sarà salvo. E a te dico: “Va’ fino al termine stabilito (del tuo tempo di vivente sulla terra) ed avrai requie, e starai nella tua sorte sino alla fine dei giorni”.»  
OK
Da: “I Quaderni del 1945-1950” di Maria Valtorta - brano del 25 gennaio 1944  
 
Daniele cap. 7.  
Dice Gesù:  
«Daniele è colui che ha la medesima nota di Giovanni, e Giovanni è colui che raccoglie e amplifica la nota iniziale di Daniele. Ecco perché, piccolo Giovanni, a te piace tanto. Come pesce in limpida peschiera, tu sei felice quando ti muovi nell’atmosfera del tuo Cristo, il quale avrà il suo supremo trionfo nell’ora in cui Satana, il suo figlio e i suoi cortigiani, saranno per sempre resi impotenti. E in Daniele vi è quest’atmosfera. Se Isaia è il pre-evangelista che parla del mio avvento nel mondo per la salute del mondo, Daniele è il pre-apostolo, il pre-Giovanni che annuncia le glorie del mio eterno trionfo di Re della Gerusalemme imperitura.  
 
Ora vedi come nelle quattro bestie descritte da Daniele siano anticipati i segni dei ministri diabolici dell’Apocalisse. I commentatori si sono affannati a dare un significato storico-umano a quei quattro mostri. Ma occorre spingere lo sguardo molto più avanti, e molto più in alto. Sollevatevi, quando meditate i libri santi, dalla terra, staccatevi dal momento presente, spingete lo sguardo nel futuro e nel soprannaturale. Lì è la chiave del mistero.  
 
Le quattro bestie: i quattro errori che precederanno la fine. I quattro errori che saranno quattro orrori per l’umanità e che partoriranno l’Orrore finale. L’uomo era un semidio per la Grazia e per la Fede. Come aquila e come leone sapeva affrontare e vincere i pericoli del senso e sollevare se stesso a spaziare nel clima di Dio, là dove l’anima si congiunge in nozze soprannaturali col suo Signore in continui e rapidi congiungimenti di ardori, da cui scende sulla terra ogni volta rinnovellata nella forza, nella gioia, nella carità che effonde sui fratelli e poi slancia nuovamente, ancor più impetuosamente, verso Dio, poiché ogni congiungimento è aumento di perfezione che si compie quando il congiungimento diviene eterno nel mio Paradiso.  
 
L’ateismo strappò all’uomo le sue ali d’aquila e il suo cuore da semidio e lo fece animale camminante sul fango e portante sul fango, verso il fango, il suo pesante cuore tutto carne e sangue. Un pondo pesante più del piombo porta l’uomo nel suo “io” privo delle spirituali penne dello spirito, un pondo che lo curva, lo stende, lo sprofonda nel fango.  
 
L’uomo era un semidio per la Carità vivente in lui. Amando Dio e la sua Legge, che è legge di Carità, egli possedeva Dio, e con Dio la Pace, che è un principale attributo di Dio, e con la pace tanto bene universale e singolo.  
 
L’uomo respinse la Legge di Dio per assumere molte altre dottrine. Ma nessuna era ed è da Dio e perciò in nessuna è Carità vera. Onde l’uomo, che aveva abbracciato l’ateismo divenendo da aquila e leone semplice uomo, per un sortilegio infernale partorì se stesso divenuto orso, feroce divoratore dei suoi simili.  
 
Ma orrore chiama orrore. Per scala ascendente. Sempre più grande l’orrore perché nei maledetti connubi con Satana l’uomo, che il Cristo aveva riportato alla sua natura di semidio, genera mostri sempre più mostri. E sono i figli del suo errare che si vende a Satana per averne terrestre aiuto. Dall’uomo semidio venne l’uomo, dall’uomo l’orso, dall’orso il nuovo mostro feroce e falso come il leopardo, dotato da Satana di ali multiple per essere più veloce nel nuocere.  
 
Vi ho detto che Satana è lo scimmiottatore di Dio. Anche esso dunque volle dare alla “sua” creatura, ormai sua creatura, all’umanità senza Fede e senza Dio, dare delle ali. Non di aquila, di vampiro perché fosse incubo dell’umanità stessa e fosse rapido nel suo correre ad abbattersi sulle parti di sé, vittime di sé, per suggerne il sangue.  
 
Io, mistico pellicano, mi sono aperto il cuore per darvi il mio sangue. Satana fa dell’uomo, al quale Io ho dato il mio sangue, il vampiro che sugge parti di se stesso e si dà morte con tormento. Non pare una leggenda di incubo? È invece la vostra realtà. Non è un mostro mitico.  
 
Siete voi che con fame diabolica divorate parte di voi stessi, svenandovi, mutilandovi per poi generare le nuove parti mentre divorate le già formate, con una continuità che ha in sé qualcosa di maniaco, ma di un maniaco diabolico.  
 
La potenza voluta, spinta, imposta sino al delitto, è la terza bestia. Dato che è potenza umana, ossia vendutasi a Satana pur di esser sempre più potente, contro ogni legge divina e morale, essa genera il suo mostro che ha nome Rivoluzione e che, come è della sua natura, porta nelle protuberanze della sua mostruosità tutti i più biechi orrori delle rivoluzioni, naufragio sociale del Bene e della Fede. Onestà, rispetto, moralità, religione, libertà, bontà, muoiono quando questo mostro alita su una nazione il suo fiato d’inferno, e come pestifera emanazione esso si spande oltre i confini contagiando di sé popoli e popoli, sinché contagerà il mondo intero preparando sui brandelli delle vittime, da lei uccise e sbranate, sulle rovine delle nazioni ridotte a macerie, la culla per il mostro finale: l’Anticristo.  
 
Ve l’ho detto che esso sarà il figlio della lussuria dell’uomo, nato dal connubio della stessa con la Bestia. Ve l’ho detto. Non muto nel mio dire. Ciò che dico è vero. Lo conosco senza bisogno di leggerlo, lo ricordo senza bisogno di rileggerlo. È scritto nella mia mente di Dio davanti alla quale scorrono incessantemente, e l’uno sopra l’altro, senza che l’uno impedisca la visione dell’altro, tutti gli eventi dell’uomo nel tempo.  
 
Esso Anticristo, perfezione dell’Orrore come Io fui perfezione della Perfezione, con le sue infinite armi, simboleggiate nelle dieci corna, nelle mascelle dentate di ferro, nei piedi feroci e infine nel piccolo corno, simbolo dell’estremo livore di cui Satana doterà il suo figlio per intossicare l’umanità mentre con la bocca di menzogna la sedurrà facendosi adorare per dio, tormenterà a dismisura coloro che, piccolo gregge fedele, mi resteranno seguaci. D’ora in ora il piccolo corno crescerà per nuocere, crescerà l’intelligenza satanica per far dire alla bocca le più turbatrici menzogne, crescerà in potenza come Io crescevo in sapienza e grazia, armato di occhi per leggere il pensiero degli uomini santi e ucciderli per esso pensiero.  
 
Oh! i miei santi dell’ultimo tempo! Se eroico fu il vivere dei primi fra le persecuzioni del paganesimo, tre volte, sette volte, sette volte sette volte eroico sarà il vivere dei miei ultimi santi. Solo i nutriti con la midolla della Fede potranno aver cuor di leone per affrontare quei tormenti e occhi e penne d’aquila per affissare Me-Sole e volare a Me-Verità, mentre le tenebre li soverchieranno da ogni parte e la Menzogna cercherà persuaderli ad adorarla e credere in essa.  
 
Dopo i precursori dell’Anticristo verrà l’Anticristo stesso. Il periodo anticristiano, simboleggiato dalla Bestia armata di dieci corna - i dieci servi, che si credono re, di Satana, dei quali tre (nota bene) saranno strappati e gettati nel nulla, ossia nel baratro dove non è Dio e perciò dove è il Nulla, l’opposto di Dio che è Tutto - culminerà nella nascita e crescita, fino alla sua potenza massima, dell’undecimo corno, ragione della caduta di tre precursori, e sede del vero Anticristo, il quale bestemmierà Dio come nessun figlio d’uomo mai fece, calpesterà i santi di Dio e torturerà la Chiesa del Cristo; crederà, poiché è figlio del connubio della superbia demoniaca con la lussuria umana, “di poter fare grandi cose, di mutare i tempi e le leggi” e per tre anni a mezzo sarà l’Orrore regnante sul mondo.  
 
Poi il Padre dirà: “Basta” davanti al gran coro che, per il “rumore delle grandi parole” dei santi, si farà in Cielo; e la Bestia malvagia sarà uccisa e gettata nel pozzo d’abisso e con essa tutte le bestie minori per rimanervi con Satana, loro generatore, per l’eternità.  
 
Io sarò chiamato allora dal Padre per “giudicare i vivi ed i morti” secondo quanto è detto nel Simbolo della Fede. E i “vivi”, coloro che hanno serbato vita in loro per aver serbato viva la Grazia e la Fede, erediteranno “il regno, la potenza e la magnificenza di Dio”. I morti dello spirito avranno la Morte eterna secondo che la loro volontà ha scelto di avere.  
 
E non vi sarà più Terra e più uomo carnale. Ma solo vi saranno “figli di Dio”, creature affrancate da ogni dolore, e non vi sarà più peccato, e non vi saranno più tenebre, e non vi sarà più timore. Ma solo gioia, gioia, gioia immensa, eterna, inconcepibile agli uomini. Gioia di vedere Dio, di possederlo, di comprenderne il pensiero e l’amore.  
 
Venite, o uomini, alla Fonte della vita. Io ve ne apro la sorgente. Attingetene, fortificatevi in lei per essere intrepidi nelle prove e per giungere ad immergervi completamente in essa, in Me, sorgente di beatitudine, nel bel Paradiso che il Padre mio ha creato per voi e nel quale il triplice Amore del Dio Uno e la Purezza della Madre “nostra” vi attendono, e con essi coloro che per esser stati fedeli hanno già conseguito la Vita.»  
OK
Da: “I Quaderni del 1945-1950” di Maria Valtorta - brano del 27 gennaio 1944  
 
(Gesù qui parla dei sacerdoti)  
 
«L’umanità si trova ad un grande bivio. Da esso si dipartono due strade: l’una porta salendo a Dio, l’altra conduce scendendo a Satana. Al bivio è un masso. Siete voi. Se farete di voi baluardo e spinta verso la prima, Satana non irromperà e le anime saranno spinte a Dio. Ma se voi per i primi rotolate verso la china di Satana, trascinerete l’umanità, con anticipata ora, verso gli orrori dell’Anticristo.  
 
E se costui deve venire, guai a quelli che ne anticipano la venuta e la prolungano, perché esso cesserà d’essere all’ora in eterno fissata, e più lungo sarà il tempo della sua dimora e più numeroso il numero delle anime che si perdono. Non una di esse passerà invendicata, ricordatevelo. Ché, se il vostro Dio vede il passero che muore, come non può vedere un’anima che muore? Agli uccisori della stessa, quali che siano, chiederò ragione e darò condanna.»  
OK
Da: “I Quaderni del 1945-1950” di Maria Valtorta - brano del 6 febbraio 1944  
 
«Dal mio cielo Io, Capo del mistico Corpo composto di tutti i cristiani, effondo le mie onde vitali, e dalla mia Chiesa le spargo sul mondo. Le spargerei: Ma il mondo drizza argini e dighe e mi interdice l’effondermi. Ma il mondo spinge contro la Chiesa queste dighe per affogarla, per seppellirla, e Me con lei. È una lotta senza pace. È la vera Guerra, quella dalla quale vengono tutte le guerre dell’intera umanità dell’èra cristiana. La lotta contro il Cristo.  
 
Non occorre, sappiatelo, fare le grandi persecuzioni o i grandi scismi, per lottare contro Cristo. Anche la piccola, individuale, intima lotta di ognuno di voi contro la mia Legge; anche la velata, astuta, statale lotta di un Paese contro la voce di Roma cattolica, contro la voce che parla in mio nome dalle labbra del mio Vicario e richiama gli uomini, e specie i capi, alla legge dell’onestà, del dovere, dell’amore, sono lotte contro Cristo. Sono le guerriglie. Ora siete così pratici di termini bellici che mi capite se le chiamo così. Sono le guerriglie. Poi da esse partono gli assalti veri e propri, le grandi avanzate, le imponenti manovre e i crudeli massacri.  
 
Satana è il Capitano di questo esercito che si è iniziato a Gerusalemme, in seno al Sinedrio, fra la casta dei farisei, degli scribi, dei sadducei, che ha trovato il suo alfiere in Giuda, che si è sempre più fatto numeroso nei secoli delle persecuzioni cristiane, che come valanga si è caricato di sempre nuovi elementi con gli scismi, le dottrine demagogiche, i partiti politici, le nuove forme di governo, e che culminerà nell’Anticristo, il quale al mio torrente di Grazia contrapporrà un torrente di ferocia e di sangue in cui sguazzerete e cadrete, e ben pochi cadranno da vittime sante invocando Cristo. La maggioranza cadrà da bruto sgozzato, satollo e pingue di vizi, turbato, avvelenato, insatanassato da dottrine maledette, demonio nella parola che bestemmia, nella mente che nega, nel cuore che abiura.»  
OK
Da: “I Quaderni del 1945-1950” di Maria Valtorta - brano del 9 aprile 1944  
 
Dice lo Spirito Santo:  
«Io sono il Consolatore. Io consolo coloro che lo sgomento accascia e l’oggi tortura. Io sono Quello che medica e addolcisce l’amarezza della Parola che parla la verità, la quale oggi è bene amara. In questo giorno che è il trionfo della Carità come il Natale ne è la più alta manifestazione - perché il Natale è l’inizio della Redenzione che è Carità operante, mentre la Pasqua è la Redenzione compiuta, la vittoria della Vita sulla Morte attraverso l’Amore sublimato all’olocausto volontario per darvi la Vita, e l’atto per cui fu possibile a Me di scendere in voi, risantificati dal Sangue di Dio-Figlio, per riunirvi a Dio-Padre con la Carità senza la quale Dio non può essere in voi e voi in Dio - Io vengo a dirti: confida ancora.  
 
Se anche tutto sembra perduto, confida. Se anche l’abisso del Male erutta i suoi demoni per straziare la Terra e fecondarla a generare l’Anticristo e l’abisso dei Cieli pare chiudersi per decreto del Padre da cui procediamo, Noi, il Verbo e lo Spirito, siamo ancora operanti e amanti per salvarvi e difendervi. Io-Carità e il Verbo-Carità, Io-Santificazione e il Verbo-Redenzione, non cessiamo l’Uno di effondere i meriti del suo Sangue, l’Altro i carismi del suo potere per il bene di voi. Confida. L’Amore ha sempre vinto.»  
OK
Da: “I Quaderni del 1945-1950” di Maria Valtorta - brano del 5 agosto 1944  
 
(questo testo è stato spostato nel volume dell'Opera "Il poema dell'Uomo-Dio" - terzo anno di vita pubblica)  
 
«Non siate come gli antichi rabbini che insegnavano la Rivelazione e poi non le credevano al punto da non riconoscere i segni dei tempi e i messi di Dio. Riconoscete i precursori del Cristo nel suo secondo avvento poiché le forze dell'Anticristo sono in marcia e, facendo eccezione alla misura che mi sono imposta, perché conosco che bevete a certe verità non per spirito sopranaturale ma per sete di curiosità umana, vi dico in verità che quello che molti crederanno vittoria sull'Anticristo, la pace ormai prossima, non sarà che sosta per dare tempo al Nemico del Cristo di ritemprarsi, medicarsi delle ferite, riunire il suo esercito per una più crudele lotta.»  
OK
OK

Victor Vasnetsov - I Cavalieri dell'Apocalisse (1887)

Da: “I Quaderni del 1945-1950” di Maria Valtorta - brano del 12 settembre 1944  
 
Dice Gesù:  
«La finale della visione potrebbe essere il dettato dato per tutti. Perché ora, come 20 secoli or sono, Io dico a tutti quelle parole. Ma troppi sono i farisei che non vogliono accoglierle. Il mondo va verso la sua pace. Che non è la mia pace. Perché la mia è pace di santità e giustizia. Quella del mondo di sopruso e corruzione. Orrendo, vero?, quello che è accaduto e accade.  
 
Vi richiamo ai miei primi dettati. Ho sempre detto che questa non era guerra di popoli. Ma di Satana contro Dio. Una delle guerre preparatrici all’avvento dell’Anticristo, di cui ora sono i precursori. Ho sempre detto che Satana muoveva guerra agli spiriti attraverso gli orrori inflitti ai corpi e che molti avrebbero ceduto perché gli spiriti degli uomini, non più nutriti di grazia e fede, sono debolissimi contro il male. Ho detto che i miei angeli, per il sacrificio dei buoni, avrebbero lottato per impedire una falciata generale, da parte dei demoni, nella razza umana.  
 
Ho detto, nel caso particolare degli italiani, che se non avessero saputo usare con rettezza della prima grazia e, dopo aver adorato come dio un men che idolo e averlo servito con un servilismo da bruti, fossero passati ad usare i suoi stessi metodi crudeli, sarebbe scesa la punizione. Perché una grazia merita da parte dell’uomo uno sforzo verso la bontà e non verso la nequizia. E voi avete goduto, maledetto, odiato, siete divenuti dei Giuda del vostro piccolo maestro e dei suoi più intimi. Ieri, solo ieri proni come schiavi, oggi già a pugni tesi e maledicenti e ad unghie rapaci per carpire quello che ieri vi doleva vedere in possesso d’altri. Ho detto che questa punizione sarebbe stata conoscere l’orrore in tutto il paese. Un orrore che a pensarlo fra voi l’avreste creduto incubo di febbre. Lo vedete se era vero? Ma vi correggerete?  
 
I farisei, gli scribi, i sadducei del mio tempo toccavano con mano il frutto dei loro ripetuti peccati. Israele avvilito, perseguitato, dominato, disperso, parlava con voce di pianto dicendo: “Ecco la punizione per non esser più veri figli di Dio”. Eppure nessuno dei dirigenti, rarissimo almeno alcuno fra i dirigenti, che si convertisse a Me. Inviti e rampogne, dolcezza e severità, condiscendenza e intransigenza, sorrisi e mestizia, prontezza nel fare miracolo o insensibilità davanti ad un loro desiderio di miracolo, tutto ho usato per scuoterli e persuaderli. Non ho ottenuto che un loro più profondo, un loro completo mercimonio con Satana sino a giungere a calpestare i profeti, negandomi d’essere il Cristo come i fatti dicevano confermando le profezie, ed a uccidere il Cristo, il Verbo di Dio.  
 
Ora succede la stessa cosa. Nel grande, nel piccolo, socialmente o individualmente, il 90% vive come i farisei di allora e agisce con gli stessi sistemi. Interesse, superbia, durezza di cuore, lussuria, avarizia, gola, tutti gli egoismi, sono le basi della vostra vita e il codice delle vostre azioni. Non inorridite sulla durezza d’Ismaele. Fate lo stesso voi pure con chi non vi serve più. La Carità e la carità sono morte in voi. Non amate che voi stessi.  
 
Ma ora Io dico: la Carità, che non volete, si riversa proprio su quelli che voi sprezzate, abbandonate, deridete dopo averli, magari, sfruttati. Sono quelli che non vivono che per la Carità e, amando Dio più di loro stessi, amano voi più di se stessi. Vi amano come ama Dio, sovvenendovi nell’anima e nella materia. Voi non sapete nulla, non capite nulla, non vi chiedete nulla. Ma Dio sa, vede, comprende senza chiedere. Sa perché ancora su voi è della superna pietà. Per essi, questi caritatevoli che mi amano e vi amano, e dell’amore fanno lo scopo della loro vita. Non per voi come voi. Ma per fare cosa a Me gradita.  
 
Lo sapete voi quante lacrime, quanti dolori, quante penitenze, quanti sacrifici, sono il prezzo del vostro esistere? Credete d’aver la vita per la madre che vi ha generato e per il padre che vi ha dato il pane. Si. Se vi calcolate alla misura dei bruti, per essi avete vita. Ma la Vita, la vera Vita, vi dura, per darvi tempo di convertirvi, per opera di questi. E molti di voi non muoiono in eterno perché questi eroi a voi sconosciuti, mettendosi fra voi e Dio, a braccia alzate, stornano i castighi divini e vi trasfondono un poco di quel sangue spirituale, in voi svenati dalle malattie morali, che circola nel gran Corpo mistico e che è sangue di grazia. Ma è attraverso il crivello del loro io sacrificato che filtra questo bene a voi malvagi.»  
OK
Da: “I Quaderni del 1945-1950” di Maria Valtorta - brano del 15 aprile 1945  
 
«Ve l’ho detto all’inizio di questa opera e a metà di questa tragica guerra e ve lo ripeto: “Questa è una delle guerre preparatorie dei tempi dell’Anticristo”. Poi verrà l’era dello spirito vivo. Beati quelli che si prepareranno a riceverla. Non dite: “Noi non vi saremo”. Non voi, non tutti voi. Ma è stoltezza e anticarità pensare a sé soli. Da padri atei nascono figli atei. Da padri inerti figli inerti. Ed essi, i figli vostri ed i figli dei figli, avranno tanto bisogno di forza spirituale per quell’ora! in fondo è legge di amore umano questa di provvedere al bene dei figli e dei nipoti. Non siate da meno, per ciò che è spirituale, di quanto non lo siate per ciò che è di questo mondo, e come date ai figli una ricchezza o vi studiate di darla perché abbiano giorni più lieti dei vostri, adoperatevi a dar loro eredità di forza spirituale, che essi possano lavorare e moltiplicare per averne dovizia quando la grandine delle ultime battaglie del mondo e di Lucifero flagellerà con una ferocia tale l’Umanità di modo che essa si chiederà se l’inferno non sarebbe migliore. L’inferno! Essa lo vivrà. Dopo, per i fedeli allo spirito, verrà il Paradiso, verrà la Terra non terra: il Regno dei Cieli.»  
OK
Da: “I Quaderni del 1945-1950” di Maria Valtorta - quaderno 122, 1950  
Commento al libro dell'Apocalisse di San Giovanni  
 
«Nuovi evangelizzatori. In verità ci sono già, anche se il mondo in parte li ignora e in parte li osteggia. Ma saranno sempre più numerosi, e il mondo, dopo averli ignorati, o scherniti, od osteggiati, quando il terrore prenderà gli stolti che ora deridono i nuovi evangelizzatori, si volgerà a loro perché siano forza, speranza, luce nelle tenebre, nell’orrore, nella tempesta della persecuzione degli anticristi in atto. Perché se è vero che prima della fine dei tempi sorgeranno sempre più dei falsi profeti servi dell’Anticristo, altrettanto è vero che il Cristo Signore opporrà ad essi sempre più numerosi suoi servi, suscitando novelli apostoli là dove meno lo si crede.  
 
E dato che l’infinita Misericordia, per pietà dei miseri uomini travolti dalla bufera di sangue, di fuoco, di persecuzione, di morte, farà risplendere sul mare di sangue e d’orrore la pura Stella del Mare, Maria, che sarà la precorritrice del Cristo nella sua ultima venuta, questi nuovi evangelizzatori evangelizzeranno Maria, in verità troppo lasciata in ombra dagli Evangelisti e dagli Apostoli e Discepoli tutti, mentre una più vasta conoscenza di Lei avrebbe ammaestrato tanti, impedendo tante cadute. Perché Ella è Corredentrice e Maestra. Maestra di vita pura, umile, fedele, prudente, pietosa, pia, nella casa e tra le genti del suo tempo. Maestra sempre, nei secoli, degna d’esser tanto più conosciuta più il mondo scende verso il fango e la tenebra, per esser tanto più imitata onde riportare il mondo verso ciò che non è tenebra e fango.  
 
I tempi che avanzano saranno tempi di guerra non solo materiale, ma soprattutto di guerra tra materialità e spirito. L’Anticristo cercherà di trascinare le creature razionali verso il pantano di una vita bestiale. Il Cristo cercherà di impedire questo rinnegamento, non solo della religione ma persino della ragione, aprendo orizzonti nuovi e vie illuminate di luci spirituali, suscitando, in chiunque apertamente non lo respinga, un risveglio potente dello spirito, risveglio aiutato da questi nuovi evangelizzatori non soltanto del Cristo ma della Madre di Dio. Alzeranno lo stendardo di Maria. Porteranno a Maria. E Maria, che già una volta fu causa e fonte, indiretta ma sempre potente, della redenzione dell’uomo, lo sarà ancora. Perché Ella è la santa Avversaria del perfido Avversario, e il suo calcagno è destinato a schiacciare in perpetuo l’infernal dragone, come la Sapienza, che ha fatto in Lei sede, è destinata a vincere le eresie che corrompono anime ed intelletti.  
 
In quel tempo, che è inevitabile che venga, in cui le tenebre lotteranno con la luce, la bestialità con lo spirito, la satanicità con i superstiti figli di Dio, Babilonia con la Gerusalemme celeste, e le lussurie di Babilonia, le triplici lussurie, strariperanno come acque fetide e incontenibili, infiltrandosi per ogni dove, sin nella Casa di Dio, come già fu e come è detto che dovrà di nuovo essere, in quel tempo di separazione aperta tra i figli di Dio e di Satana, in cui i figli di Dio avranno raggiunto una potenza di spirito sin ora mai raggiunta, e quelli di Satana una potenza di male talmente vasta che nessuna mente può immaginarla quale sarà realmente, verrà la nuova evangelizzazione, la piena nuova evangelizzazione, che per ora ha i primi avversati risvegli.  
 
Ed essa opererà grandi miracoli di conversione e di perfezione. E grandi conati d’odio satanico, contro il Cristo e la Donna. Ma ambedue non potranno essere raggiunti dai loro nemici. Non sarebbe conveniente né utile che lo fossero. Non si può recare offesa suprema a Dio colpendo i Due a Lui più cari: il Figlio, la Madre, che già, nel loro tempo, tutte le più odiose e dolorose offese subirono, ma che ora, già glorificati da secoli, non potrebbero, senza immediato orrendo castigo divino sugli offensori, venire offesi. Per questo, con mezzi nuovi, sarà al giusto modo e momento operata l’estrema evangelizzazione, e coloro che sono ansiosi di Luce e di Vita le avranno, piene, perfette, date con un mezzo noto solo ai due Donatori, da Gesù e Maria. Soltanto chi avrà eletto per sé tenebra e fango, eresia e odio a Dio e a Maria, ossia i già morti prima d’essere morti, gli spiriti putridi, gli spiriti venduti a Satana e ai suoi servi, ossia i precursori dell’Anticristo ed esso stesso, avranno tenebre e fango e tormento e odio eterno, come è giusto che sia, quando Colui che deve venire verrà.»  
 
«Sono passati 20 secoli, apostoli nuovi si sono succeduti ai primi apostoli, nuove chiese ad altre chiese, in sempre nuove plaghe della Terra. Il lavoro apostolico non ha interruzioni né soste, anche se, per colpa degli uomini, pur procedendo, regredisce in vastità di dominio, e non solo in questo. Continuazione di lavoro, propagazione del Vangelo, dilatazione del Corpo Mistico: verità innegabili, conseguenze logiche, dato che Gesù alimenta la sua Chiesa, la guida, la sprona, e Gesù è eterno, è potente, è santo. La sua Santità scende e circola in tutto il Corpo, la sua Potenza dà forze misteriose ai suoi servi, la sua Eternità impedisce che la Chiesa muoia. Ma, per colpa e mal volere d’uomini, mentre procede e si estende da 20 secoli su nuove terre, si arresta, regredisce, muore, anzi, in altre. Peccato di questi soli tempi? No. Di tutti i tempi. Più o meno totalmente e profondamente, mentre vi furono deviazioni, arresti, separazioni, e anche “morte” nei tralci che costituiscono tutta la mistica Vite. Furono di varia natura, e più passarono i secoli e più grave fu la deviazione e la defezione di tralci della Vite. Ora è il tempo della Negazione.  
 
Ma Giovanni tutte queste cose le vide. Le antevide. Le vide nelle sette chiese di allora. Le antevide nelle chiese d’ora, delle quali le sette chiese di allora erano non solo verità ma figura. E antevide anche l’attuale orrore: quello della Negazione in troppi luoghi e in troppi spiriti. E antevide l’estremo orrore: il tempo dell’Anticristo. Tutto vide, attraverso alla prima visione. La conseguenza ultima è frutto della prima conseguenza. Per cicli di età si ripete, sempre più crescendo più è cresciuta la Chiesa. Anche questo è dolorosamente logico che sia. Perché il Cristo è tanto più odiato e avversato dall’Anticristo quanto più il suo affermarsi e trionfare nei santi cresce. Il Corpo mistico vince le sue battaglie? E l’Anticristo aumenta la sua potenza e ne sferra di più atroci. Perché se Cristo vuole trionfare, come è giusto che sia, l’Anticristo anche vuol trionfare, e la sua violenza cresce più il Cristo trionfa, per vincerlo e abbatterlo. Oh! non potrà! Cristo è il Vincitore. Ma lo spera e lo tenta. E non potendo avere la sua vittoria collettiva su tutto il popolo di Dio, si prende le sue vittorie individuali o nazionali, traviando intelletti e possedendo spiriti, strappando popoli alla Chiesa.»  
OK
OK

«La Terra seguirà la bestia e metterà a morte i santi che non adorano la bestia della Terra”. (Apocalisse, 13). La prima delle manifestazioni dell’Anticristo. Che è “della terra” perché nega Dio, nega tutto ciò che è da Dio perché cade in idolatria per ciò che non è Dio ma anzi è contro Dio, e sopprime la legge divina e la sostituisce con la sua che non è neppur più legge morale naturale, e tenta persino cancellarne il ricordo nelle creature, e conculca e uccide chi non vuol divenire malvagio, miscredente, antidio. La bestia che divora gli agnelli per strappare a Dio quanto più può dei suoi figli. Eppure ecco che questo tempo vede l’orrore di ministri di chiese separate, che pur si vogliono chiamare “cristiane”, dare ossequio di adesione alle parole e ai voleri della bestia della Terra, a questa mostruosità che combatte il Cristo, dare venerazione a quest’idolo ideologico, corrompente e spietato, senza esserne costretti come coloro che sono sudditi là dove esso regna, e senza riflettere che, ove regnasse ovunque, anche essi verrebbero prima o poi divorati, torturati, privati delle libertà più sacre dell’individuo libero, fin della libertà di pensiero.  
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«L’apostolato sacerdotale, se è quale Gesù lo volle e lo vuole, suscita la grande forza dell’apostolato laico. Grande forza perché penetra con più facilità per ogni dove. Nelle famiglie, nelle fabbriche, nelle diverse categorie di professionisti, può avvicinare dei pervertiti da capi partito o da perversioni psicofisiche; smantellare i castelli di menzogne; distruggere i falsi miraggi suscitati dai servi dell’anticristo, in atto ora come mai sinora nella storia del mondo; neutralizzare, con la carità di fatti e non di parole, con la verità delle azioni e non con le false parole delle più false ideologie, il veleno sparso nascostamente dall’astuto serpente di ora, che per ora ancora si limita ad esser “serpente”, in attesa di assumere il suo ultimo aspetto di Anticristo trionfante per il suo breve e orrendo trionfo.  
 
Ma se si rilassa lo spirito nelle membra superiori, se l’apostolo laico non è coadiuvato da quello sacerdotale in misura piena, è inevitabile che succeda quanto successe in Israele, quando, Tempio e Sinagoga essendo decaduti dalla giustizia, anche le classi elette, umanamente, poterono esser cagione di scandalo, di oppressione, di rovina per il popolo.»  
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«Quando molte membra divengono più “uomo razionale” che “uomo divinizzato”, allora la Chiesa conosce un periodo di discesa, dal quale poi risorge perché Essa stessa comprende che occorre sorgere per poter far fronte ai nemici esterni ed interni. Gli aperti nemici già al servizio dell’Avversario e dell’Anticristo, e i nemici sottili che sgretolano l’edificio della fede, e conseguentemente raffreddano la carità, per voler dare una versione nuova ai misteri e prodigi di Dio col mezzo di quelle “profondità di satana e di spirito del mondo” di cui già si è parlato.  
 
Non dicano, coloro che hanno facile l’orgoglio: “La Chiesa non può conoscere ciò, perché sempre sarà santa”. È detto, e da parola divina parlante ai Profeti, e dalla divina incarnata Parola del Padre parlante ai suoi eletti, che “grandi abominazioni quale la gelosia, e orribili abominazioni quale l’adorazione a idoli umani (e la scienza priva di sapienza ne è uno) e perversione con l’adorazione a ciò che non è da venerarsi” verranno nel Tempio (Ezechiele c.8° v.l-17), e che “dopo che sarà ucciso il Cristo e non sarà più suo il popolo che lo rinnegherà, la città e il santuario saranno distrutti da un popolo che verrà, il cui scopo sarà la devastazione, e finita essa verrà la desolazione decretata... e verranno meno le ostie e i sacrifici, e nel tempio sarà l’abominazione della desolazione, che durerà sino alla fine” (Daniele 9, 26-27); e ancora, a conferma diretta, da parte della Parola, alle parole dei suoi annunciatori, i profeti: “Quando vedrete l’abominio della desolazione nel luogo santo,... allora la tribolazione sarà grande, quale non fu dal principio dei secoli... e dopo la tribolazione... vedranno il Figlio dell’Uomo” (Matteo 24 15,21,29-30). E la carità che si raffredderà in troppi cuori sarà uno dei segni precursori della fine (Mt 24, 12).  
 
È detto. E verrà. Aprite gli occhi spirituali, per leggere le predizioni del Cielo! Se li aprirete, leggerete la verità, e vedrete quali sono i veri segni della fine, e come essa sia già in atto. Per Colui che è eterno, un secolo è men di un minuto. Quindi non è detto che sia domani. Ma se ancor lungo sarà il cammino perché tutto sia compiuto, le cose che già avvengono vi dicono che già si è iniziato il processo finale. Le grandi abominazioni: la gelosia dove dovrebbe essere solo carità fraterna, l’eccesso di amore alla scienza umana dove dovrebbe essere solo amore fedele alla Sapienza fonte della Rivelazione, compromessi tra ciò che dà utile terreno e ciò che dà utile soprannaturale per avere l’utile immediato, il Cristo ucciso in troppe anime, troppo suo popolo divenuto rinnegatore del suo Salvatore. Queste le cose preparatorie.  
 
Poi “il popolo che verrà”, con lo scopo di devastare. Un altro profeta disse: “Quando il popolo del settentrione... Un gran tumulto dalle terre del settentrione... Ecco venire dal settentrione...” (Geremia 6, 22 ; Geremia 10, 22 ; Geremia 50, 41). L’una e l’altra predizione sono tanto chiare che basta alzar gli occhi e saper vedere, e voler vedere, per capire. E che devasterà? Oh! non solo gli edifici ed i paesi. Ma soprattutto la fede, la morale, le anime. E non tutte le anime devastate saranno anime comuni. E i sacrifici e le ostie verran meno non potendosi più aver libertà di culto, e temendo, in molti, d’esser presi per questo.  
 
Già, pur non essendo ancora in atto la devastazione e la persecuzione, molti rinnegano la via già scelta, perché l’abominio si spande come perfida gramigna, e la carità si raffredda mentre sorgono i falsi profeti di cui parla il Cristo nel capo 24 di Matteo e Paolo nel c. II della II epistola ai Tessalonicesi. Per ora quelli soli. Ma poi verrà colui che essi precorrono: l’Anticristo, al quale essi avranno preparato la via affievolendo la carità, così come il Battista aveva preparato le vie al Cristo insegnando la carità, di cui era pieno essendo “ripieno di Spirito Santo fin dal seno di sua madre” (Luca c. I v.15), come mezzo indispensabile per potersi unire a Cristo e vivere la vita di Dio. (Sugli insegnamenti di carità del Battista vedere Luca c.III v.10-14).»  
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2020-06-28
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