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Salve Sancta Parens - Canto Gregoriano
Antifona di introito per la festa di Maria SS. Madre di Dio  
 
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Salve sancta parens enixa puerpera Regem  
Qui cælum terramque regit in sæcula sæculorum.
Salve, Santa Madre, che hai partorito il Re,  
Colui che governa il cielo e la terra nei secoli dei secoli.
Eructavit cor meum Verbum bonum:  
dico ego opera mea Regi.
Dal mio cuore sgorgano parole belle:  
io proclamo al Re il mio poema.
Audi filia et vide et inclina aurem tuam,  
et obliviscere populum tuum et domum patris tui.
Ascolta, figlia, guarda, porgi l'orecchio,  
dimentica il tuo popolo e la casa di tuo padre;
Et concupiscet rex speciem tuam.  
Quoniam ipse est Dominus tuus et adora eum.
Al re piacerà la tua bellezza.  
Egli è il tuo Signore: pròstrati a lui.
 
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Il canto Salve Sancta Parens è un'antifona d'introito del "Proprium Missæ" delle Solennità della Natività della Beata Vergine Maria (8 settembre) e di Maria SS. Madre di Dio (1° gennaio).  
 
Dal sito www.benedettinesantacecilia.it:  
 
Sedulius Caecilius (o Caelius) (V sec.) è l'autore del testo di questo introito. Si tratta di due versetti tratti dal “Carmen paschale” (II, 63-64).  
 
In questo poema, composto da cinque libri, egli commenta in forma allegorica e simbolica l'antico e il nuovo testamento. Ad esempio i quattro evangelisti sono paragonati alle quattro stagioni, i dodici apostoli alle dodici ore del giorno o ai dodici mesi, le quattro braccia della croce ai quattro punti cardinali.  
 
L’antifona Salve sancta Parens esprime l'intenzione della Chiesa di porre al centro della celebrazione, accanto a Cristo, la Regina-Madre.  
 
Ci sono momenti nell'anno liturgico in cui la presenza regale di Maria nella liturgia è più latente, ma nella solennità di Maria SS. Madre di Dio è evidente e chiara.  
 
Sedulius afferma la maternità regale di Maria esaltando la puerpera che ha dato alla luce il Re. Gregorio Nazianzeno (Poem. Dogm. 18, 58) scrive che, nel presepio, Maria diede alla luce il “sovrano” del mondo intero.  
 
E “principem” è chiamato il Cristo in un altro inno composto da Sedulius: “A solis ortus cardine, / adusque terrae limitem / Christum canamus principem / natum Maria Virgine” (Hymnus 2, 1-4).  
 
La singolarità del parto verginale che pone Maria al di sopra di ogni altra creatura è ripresa da Sedulius nel Carmen Paschale 2, 68 “Sola sine exemplo placuisti femina Christo”.  
 
La festa della Ss. Madre di Dio è anche il commosso omaggio che il popolo di Dio rende a colei che ha partorito il Cristo. E, come le madri che hanno appena partorito ricevono la visita e gli auguri dei parenti e degli amici, così nella liturgia ci accostiamo alla culla del Bambino Gesù e insieme salutiamo e ci congratuliamo con la Vergine Madre.  
 
2024-01-01
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