Logo_LAMP_02
Lampada ai miei passi è la tua parola

 

Questo sito web utilizza i cookies
Utilizziamo i cookie per assicurarci di darti la migliore esperienza sul nostro sito web. Se continui ad utilizzare il sito, assumiamo che tu accetti di ricevere i cookie da questo sito web
home OK Articoli
OK
La mia fede nel buio della prigionia
Persecuzione dei cristiani in Nigeria  
 
OK

padre Felix Zakari Fidson

La mia fede nel buio della prigionia

 
Sono padre Felix, sacerdote dal 2014, e in questi anni ho svolto il mio ministero sacerdotale soprattutto nei villaggi delle zone rurali della diocesi di Zaria, nello Stato di Kaduna.  
 
Sono luoghi difficili, spesso poveri e con comunità disperse sul territorio, ma sono anche popolati da persone che hanno una grande sete del Vangelo.  
Lì ho imparato cosa significa davvero essere sacerdote: parlare la lingua della gente, condividere la loro vita, accompagnarli nella fede quotidiana.  
 
Servire queste comunità mi ha dato gioia, e anche se le difficoltà non mancavano, sentivo che quella era la mia vocazione più autentica.  
 
Poi, però, é arrivato il momento più buio della mia vita: il rapimento. Il 24 marzo 2022 sono stato sequestrato mentre svolgevo il mio ministero e ho trascorso 40 giorni prigioniero in una foresta.  
 
Ero incatenato, privato della libertà, sottoposto a violenze e percosse continue. Le condizioni erano disumane, potevo muovermi solo in momenti stabiliti e vivevo sotto minaccia costante.  
 
Ricordo il dolore fisico, le ferite, il sangue e il momento in cui ho perso conoscenza per ore. Ricordo anche la paura e la solitudine e le domande che mi assalivano: "Perché proprio io? Dio dov'è in tutto questo?".  
 
Ci sono stati momenti in cui mi sono sentito abbandonato e ho perfino messo in discussione la mia scelta sacerdotale. Eppure, proprio lì, nella sofferenza più dura, la fede non si è spenta.  
 
Ho continuato a pregare con quello che avevo: il breviario, il rosario, ogni parola diventava preghiera. Pian piano ho compreso che Dio non mi aveva lasciato, anche se non lo sentivo.  
 
Quando con le catene e le percosse sono stato umiliato e ferito, ho pensato alla Passione di Cristo e così ho trovato un modo per dare senso a tutto quel dolore: non ero solo, Cristo aveva attraversato quella stessa oscurità.  
 
Sono stato rilasciato dopo 40 giorni e tuttora porto i segni di quell'esperienza nel corpo e nell'anima. Ma sono vivo e, soprattutto, sono rimasto sacerdote.  
 
Posso dire che questa esperienza mi ha cambiato profondamente e quando mi chiedono come sia stato possibile resistere, la mia risposta è semplice: è accaduto grazie alla fede e alla convinzione che Dio non abbandona i suoi figli, nemmeno nei momenti più oscuri.  
 
E oggi, quando racconto ciò che ho vissuto, non lo faccio per parlare del dolore, ma per offrire una speranza: anche nella notte più buia, la persecuzione non ha mai l'ultima parola.  
OK
 
Negli ultimi anni il fenomeno dei rapimenti di sacerdoti e religiosi è diventato purtroppo sempre più frequente a causa della presenza di bande armate e gruppi terroristici islamisti.  
 
Al momento di andare in stampa, l'ultimo in ordine di tempo è il sequestro di padre Nathaniel Asuwaye, rapito a Karku il 7 febbraio 2026 e rilasciato il successivo 12 maggio.  
 
2026-07-01
Autore : padre Felix Zakari Fidson Fonte : Aiuto alla Chiesa che soffre
Copyright © 2018 Lampadaaimieipassi.it
mf4web_logow