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Visita al Santuario del Selvaggio (Torino)
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Visita al Santuario del Selvaggio (Torino)

 
C'è un importante motivo per parlare del Santuario della Madonna di Lourdes che si trova nella frazione Selvaggio di Giaveno, in provincia di Torino: nel mese di agosto 2026 cade il centenario della sua inaugurazione.  
 
La frazione "Selvaggio" è situata in Val Sangone, tra i comuni di Giaveno e di Coazze. Il toponimo deriva dai termini occitani serre, che significa "altura", e vacho, che significa "mucca", quindi "altura delle mucche", ovvero alpeggio, luogo di pascolo per bovini.  
 
Storia  
Sembra che la piccola frazione sia abitata dal 1513 e che una piccola chiesetta dedicata alla Madonna risalisse al 1630. In quella chiesa erano state poste due statue di legno, raffiguranti sant'Antonio Abate e san Rocco, che si trovano ancora nell'attuale santuario.  
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monsignor Carlo Bovero, fondatore del Santuario del Selvaggio

Nel 1908, per iniziativa di monsignor Carlo Bovero, docente nel Seminario di Giaveno, fu iniziata la costruzione di una nuova chiesa, coinvolgendo l'intera popolazione della zona e con l'appoggio dell'allora cardinale Richelmy, arcivescovo di Torino.  
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Cardinale Agostino Richelmy, arcivescovo di Torino dal 1897

Il progetto fu affidato all'architetto bresciano Giulio Valotti, autore di pregevoli opere a Torino. Nell'immagine che segue sono riportate le sue opere più note.  
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Le opere dell'architetto Giulio Valotti

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    I selvaggesi portano le pietre e la sabbia per la costruzione della chiesa
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    I selvaggesi lavorano per la costruzione della chiesa anche in inverno
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    Architetto Valotti sul lavoro (prima costruzione)
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    I selvaggesi trasportano le pietre dalla cava Pradera
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    Lavorazione dei blocchi di pietra (prima costruzione)
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    Lavorazione dei blocchi di pietra (prima costruzione)
Ancora vengono ricordati uomini e donne di ogni età che, come in processione, si recavano al Rio Ollasio per portare pietre e sabbia verso il cantiere. A monte della borgata, la cava di pietra cominciò a vedere un susseguirsi degli scalpellini che, sotto la guida dei fratelli Mollar, cesellarono letteralmente i pregevoli capolavori che ornano la parte esterna del santuario. Costruita a tempo di primato, la prima versione della chiesa fu consacrata dallo stesso cardinale Richelmy il 22 agosto 1909, e dedicata al culto mariano di Nostra Signora di Lourdes.  
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    La prima versione della chiesa, consacrata il 22 agosto 1909
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    La prima versione della chiesa, consacrata il 22 agosto 1909
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    Inaugurazione della statua della Madonna Incoronata, 1910
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    Pellegrinaggio al Santuario del Selvaggio, 1910
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    Un pellegrinaggio alla chiesa del Selvaggio (prima costruzione)
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    Una cartolina della chiesa del Selvaggio (prima costruzione)
Soltanto un anno dopo, venne inaugurata anche la statua dedicata alla Madonna Incoronata, posta nel cortile adiacente. La risonanza di questo sito giunse addirittura al soglio Pontificio, e lo stesso papa Pio X così scrisse allo stesso Bovero:  
 
«Al diletto figlio teol. Prof. Carlo Bovero e agli altri egualmente diletti, che concorsero con lui alla erezione del nuovo santuario di N.S. di Lourdes al Selvaggio di Giaveno, col voto che per l'intercessione della Vergine Santissima il Signore sia largo a tutti delle migliori grazie e delle più soavi consolazioni, in segno di gratitudine e di particolare benevolenza impartiamo di cuore l'Apostolica Benedizione.»  
(Dal Vaticano 18 giugno 1911 Pius PP. XI)
 
 
Nel maggio 1915 si prese la decisione di rifare quasi completamente la chiesa, in modo da ampliarla nell'imponente santuario che si vede oggi. Anche questo progetto fu in capo all'architetto Valotti.  
 
Il santuario odierno fu consacrato dall'arcivescovo Giuseppe Gamba sabato 21 agosto 1926, ed aperto al culto domenica 22 agosto dello stesso anno. Alla realizzazione lavoravano più di cento operai.  
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Cardinale Giuseppe Gamba (1857-1929), arcivescovo di Torino dal 1923

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    Il Santuario del Selvaggio consacrato il 21 agosto 1926 (versione attuale)
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Santuario del Selvaggio, altare maggiore nel 1926

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monsignor Ugo Saroglia (1913-1998)

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monsignor Ugo Saroglia (1913-1998)

A partire dal 1952 viene chiamato a guidare il Santuario del Selvaggio monsignor Ugo Saroglia (1913-1998), il cui ricordo e la stima sono ancora vivi in coloro che l'hanno conosciuto.  
 
Nel 1964 è lui ad affidare al pittore Mangiorotti la realizzazione dei dipinti degli angeli all'interno della chiesa.  
 
Dopo la morte di monsignor Saroglia, avvenuta il 6 luglio 1998, la conduzione del Santuario venne affidata all'Ordine religioso di San Paolo Primo Eremita (Paolini, OSPPE), fondato dal beato Eusebio di Esztergom, canonico ungherese del XIII secolo.  
 
Molti dei sacerdoti Paolini che in questi anni hanno offerto e offrono tuttora il loro servizio presso il Santuario del Selvaggio vengono dalla Polonia, dove il loro ordine gestisce il famoso Santuario della Madonna Nera di Jasna Góra a Częstochowa.  
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Un gruppo di monaci Paolini

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Il Santuario del Selvaggio oggi

 
L'esterno  
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L'interno  
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Sito web del Santuario del Selvaggio, dove è possibile avere informazioni sugli orari delle Ss. Messe, delle Confessioni e dettagli sulle attività pastorali.  
 
2026-08-21
 
Immagini e Copyrights
1 ( © K.Weise - Licenza CC BY-SA 4.0)  
 
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